Un’azienda zootecnica dedita all’allevamento bufalino e alla produzione di latte crudo è stata sottoposta a sequestro penale al termine di un controllo ambientale eseguito dalla polizia municipale. Il provvedimento è scattato in via La Pila, nell’ambito di un piano più ampio di monitoraggio del territorio volto a verificare la corretta gestione dei reflui e dei rifiuti.
Secondo quanto ricostruito, gli agenti – coordinati dal comandante Antonio Rinaldi – hanno ispezionato un’area di circa 4.000 metri quadrati, dove erano presenti circa 260 capi bufalini, riscontrando una serie di violazioni ritenute gravi. In particolare, all’interno di uno dei paddock sarebbe stata individuata una perdita d’acqua con dispersione incontrollata di liquami direttamente sul suolo, in assenza di sistemi di contenimento o canalizzazione.
Nel corso delle verifiche sono stati inoltre rinvenuti due depositi di rifiuti speciali non pericolosi gestiti illecitamente, mentre sotto il profilo amministrativo l’azienda risultava priva del Piano di utilizzazione agronomica (Pua) e dei registri obbligatori per lo spandimento dei reflui.
Le contestazioni mosse riguardano, a vario titolo, lo scarico non autorizzato, la gestione illecita di rifiuti e l’abbandono incontrollato degli stessi. Non si esclude, inoltre, l’ipotesi di inquinamento ambientale ai sensi dell’articolo 452 bis del codice penale, per il potenziale deterioramento del suolo e delle falde acquifere.
L’intera area aziendale, insieme al fondo agricolo, è stata quindi posta sotto sequestro. Parallelamente, l’ufficio Ambiente del Comune avvierà il procedimento amministrativo finalizzato alla bonifica del sito, passaggio preliminare all’eventuale emissione di un’ordinanza sindacale.
«La tutela del patrimonio naturale non ammette deroghe – ha dichiarato il sindaco Gaetano Paolino –. Se da un lato sosteniamo l’eccellenza zootecnica del territorio, dall’altro siamo inflessibili nei confronti di chi opera fuori dalla legalità, mettendo a rischio ambiente e salute».
L’operazione si inserisce in una strategia di controlli intensificati nelle aree agricole, con l’obiettivo di prevenire fenomeni di contaminazione legati alla gestione non corretta dei reflui zootecnici.












