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28 Aprile 2026
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Sanità, Polichetti sollecita la magistratura: «Verifiche sul Ruggi di Salerno e sull’attività ginecologica»

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Sanità, Polichetti sollecita la magistratura: «Verifiche sul Ruggi di Salerno e sull’attività ginecologica»

Con l’insediamento dei nuovi vertici giudiziari in città, si riaccende il dibattito sulle criticità del sistema sanitario locale. Al centro dell’attenzione l’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, su cui interviene Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, chiedendo un approfondimento da parte della magistratura.

L’esponente centrista ha rivolto un appello al neo procuratore della Repubblica di Salerno, Raffaele Cantone, insediatosi nei giorni scorsi. “Salutiamo il dottor Cantone – afferma Polichetti – e rilanciamo una richiesta già avanzata in passato ma rimasta senza riscontro: fare luce sul cosiddetto sistema Ruggi, con particolare riferimento all’attività dei dirigenti medici del reparto di Ostetricia e Ginecologia”.

Il richiamo si estende anche alla Procura minorile. Polichetti chiama in causa Angelo Frattini, capo della Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno, sottolineando la necessità di massima attenzione istituzionale: “I minori che nascono in quel reparto sono sotto la tutela dell’ufficio da lui guidato. Si tratta di una materia che richiede vigilanza costante”.

Nel suo intervento, Polichetti richiama inoltre il rispetto delle norme che regolano l’attività libero-professionale dei medici del Servizio sanitario nazionale. “Anche i medici extramoenisti possono svolgere attività professionale – evidenzia – ma senza determinare situazioni di concorrenza o conflitto di interessi con l’azienda di appartenenza. Le prestazioni devono essere regolamentate e non possono superare quelle rese in regime di servizio pubblico. Inoltre, le prenotazioni devono essere gestite dall’azienda ospedaliera per garantire equilibrio e trasparenza”.

Un ulteriore passaggio riguarda le sedi in cui tali attività vengono svolte. “L’attività libero-professionale – prosegue – deve avvenire prioritariamente all’interno delle strutture ospedaliere e solo in via eccezionale negli studi privati, dove il controllo da parte dell’amministrazione è più complesso”.

Infine, l’appello conclusivo: “Serve trasparenza totale. Sulla salute dei cittadini, e in particolare sulla tutela dei minori, non possono esserci zone d’ombra”.

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