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3 Maggio 2026
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Angri, narcotizzato e evirato nel sonno: dietro il gesto tensioni familiari e una convivenza forzata

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Angri, narcotizzato e evirato nel sonno: dietro il gesto tensioni familiari e una convivenza forzata

ANGRI – Un contesto familiare sempre più teso, segnato da contrasti e decisioni imposte, sarebbe all’origine del grave episodio avvenuto nel pomeriggio del 1° maggio ad Angri, nell’Agro nocerino sarnese, dove un uomo di 41 anni è stato evirato mentre dormiva dalla convivente, una 35enne originaria del Bangladesh.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, coordinati dalla Procura di Nocera Inferiore, la donna avrebbe narcotizzato il compagno somministrandogli un sonnifero durante il pranzo. L’uomo, poco dopo, avrebbe accusato un forte stato di sonnolenza fino a perdere conoscenza. Approfittando della situazione, la 35enne lo avrebbe colpito con un coltello da cucina, recidendogli il pene.

Alla base del gesto, stando agli elementi raccolti nelle prime ore successive ai fatti, ci sarebbero forti tensioni legate alla vita privata della coppia. Il 41enne avrebbe infatti deciso di trasferirsi in una nuova abitazione più grande, con l’intenzione di ospitare anche la sua prima moglie. Una scelta che la convivente non avrebbe mai accettato, alimentando un clima di conflitto crescente sfociato nell’aggressione.

Nonostante le gravissime ferite, è stato lo stesso uomo a riuscire a chiedere aiuto ai vicini, facendo scattare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che lo hanno trasportato d’urgenza all’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Qui è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per arrestare l’emorragia e tentare la ricostruzione: le sue condizioni restano serie.

Nel frattempo, i carabinieri del reparto territoriale di Nocera hanno avviato le indagini, raccogliendo le prime testimonianze e ricostruendo la dinamica dell’accaduto. La 35enne è stata arrestata quasi in flagranza di reato con le accuse di tentato omicidio e lesioni gravissime, ed è stata trasferita in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il caso ha profondamente scosso la comunità locale e riporta alla memoria vicende analoghe che in passato hanno avuto eco internazionale. Gli investigatori sono ora al lavoro per chiarire ogni dettaglio, verificare eventuali responsabilità e ricostruire con precisione il contesto relazionale che ha portato a un gesto tanto estremo.

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