Super Head Leader Desktop 1
Belladonna super head leader mobile 1
1 Giugno 2026
1 Giugno 2026

Dieci lavori che nasceranno grazie all’intelligenza artificiale

| di
Dieci lavori che nasceranno grazie all’intelligenza artificiale

Dall’allenatore di algoritmi al detective dei deepfake: mentre alcune professioni rischiano di scomparire, altre stanno già emergendo. Ecco quali potrebbero essere i mestieri più richiesti del prossimo decennio.

Per anni il dibattito sull’intelligenza artificiale si è concentrato soprattutto sui posti di lavoro destinati a sparire. Impiegati amministrativi, addetti all’inserimento dati, operatori di back office e molte attività ripetitive sono ormai considerate tra le più esposte all’automazione.

Ma la rivoluzione dell’AI non riguarda soltanto ciò che verrà sostituito. Riguarda soprattutto ciò che nascerà.

Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, entro il 2030 la trasformazione tecnologica potrebbe generare circa 170 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale, a fronte di 92 milioni di ruoli destinati a scomparire, con un saldo positivo di 78 milioni di occupazioni. Tra i profili in maggiore crescita figurano specialisti dell’intelligenza artificiale, esperti di dati e professionisti della sicurezza informatica.

La vera novità è che molti dei lavori emergenti non esistevano fino a pochi anni fa.

Allenatore di intelligenze artificiali

I modelli generativi devono essere addestrati, corretti e migliorati continuamente. Per questo stanno nascendo figure incaricate di insegnare alle AI come rispondere correttamente, verificare errori e affinare comportamenti.

Non si tratta necessariamente di programmatori: in molti casi servono linguisti, psicologi, esperti di comunicazione e professionisti capaci di valutare la qualità delle risposte prodotte dagli algoritmi.

Auditor degli algoritmi

Più l’AI entra nei processi decisionali, più cresce la necessità di controllarla.

Gli auditor avranno il compito di verificare trasparenza, imparzialità, sicurezza e conformità normativa dei sistemi intelligenti utilizzati da aziende, banche, assicurazioni e pubbliche amministrazioni.

Con l’entrata in vigore di nuove regolamentazioni sull’intelligenza artificiale, questa professione potrebbe diventare centrale nei prossimi anni.

Investigatore di deepfake

Video falsi, voci sintetiche e immagini manipolate stanno diventando sempre più sofisticati.

Per questo cresce la domanda di professionisti capaci di identificare contenuti artificiali, analizzare tracce digitali e verificare l’autenticità di materiale audiovisivo utilizzato da aziende, media e autorità giudiziarie.

Una figura a metà tra esperto forense, analista informatico e giornalista investigativo.

Psicologo della relazione uomo-macchina

Sempre più persone utilizzano chatbot e assistenti virtuali come interlocutori quotidiani.

La diffusione di questi strumenti potrebbe creare nuove esigenze legate al benessere psicologico, alla dipendenza tecnologica e alla gestione delle interazioni con agenti digitali.

Università e centri di ricerca stanno già studiando gli effetti delle relazioni tra esseri umani e sistemi conversazionali avanzati.

Architetto di agenti AI

La nuova frontiera dell’intelligenza artificiale non sono più soltanto i chatbot ma gli agenti autonomi.

Questi sistemi possono organizzare attività, prenotare servizi, gestire documenti e coordinare processi aziendali. Serviranno quindi professionisti capaci di progettare ecosistemi di agenti digitali, definendone regole, limiti e obiettivi.

Curatore dei dati sintetici

Uno dei problemi più grandi dell’AI è la disponibilità di dati.

Per addestrare i modelli vengono sempre più utilizzati dati sintetici, cioè informazioni generate artificialmente ma realistiche.

Nasce così la figura del curatore dei dati sintetici, incaricato di creare dataset affidabili senza compromettere privacy e sicurezza.

Consulente di produttività aumentata

Molte aziende stanno introducendo strumenti generativi senza sapere come integrarli nei processi quotidiani.

Emergono quindi professionisti specializzati nell’organizzazione del lavoro uomo-macchina: figure che analizzano attività, individuano automazioni possibili e progettano nuovi flussi operativi.

Secondo il World Economic Forum, l’integrazione tra competenze umane e intelligenza artificiale sarà uno dei principali motori della trasformazione occupazionale dei prossimi anni.

Specialista di sicurezza per AI

Gli algoritmi possono essere attaccati, manipolati o ingannati.

Per questo la cybersecurity sta sviluppando nuove specializzazioni dedicate alla protezione dei modelli linguistici, dei sistemi generativi e delle infrastrutture basate sull’intelligenza artificiale.

La richiesta di competenze in AI e sicurezza informatica è indicata tra le più forti nel mercato del lavoro globale.

Traduttore etico tra tecnologia e società

Le aziende che sviluppano AI devono confrontarsi con problemi di privacy, discriminazione, diritti e impatti sociali.

Serviranno figure capaci di dialogare contemporaneamente con ingegneri, giuristi, manager e cittadini, traducendo concetti complessi in decisioni comprensibili e responsabili.

Un ruolo destinato a crescere soprattutto nei settori più regolamentati.

Designer di personalità artificiali

I futuri assistenti digitali non saranno semplici software.

Avranno tono di voce, stile comunicativo, memoria contestuale e caratteristiche relazionali sempre più sofisticate.

Per costruirli serviranno professionisti capaci di progettare identità digitali credibili, definendo linguaggio, comportamento ed esperienza utente.

Consigliati per te
Belladonna articolo desktop
Asi investigazioni mobile
Besani mobile second class 2_3

©Riproduzione riservata