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23 Giugno 2026
23 Giugno 2026

AI agentica e AI fisica: la nuova rivoluzione tecnologica secondo Qualcomm

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AI agentica e AI fisica: la nuova rivoluzione tecnologica secondo Qualcomm

Dopo l’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa, il settore tecnologico guarda già alla prossima evoluzione: l’AI agentica. A delinearne il futuro è stata Qualcomm durante il Computex 2026, dove il CEO Cristiano Amon ha definito il 2026 come “l’anno degli agenti”, una nuova generazione di sistemi intelligenti capaci non solo di rispondere alle richieste degli utenti, ma di agire autonomamente per raggiungere obiettivi specifici.

Come riportato da Qualcomm nel corso del keynote al Computex 2026, gli agenti AI saranno in grado di operare contemporaneamente su smartphone, PC, dispositivi indossabili, automobili e servizi cloud, collaborando tra loro per gestire attività sempre più complesse. L’obiettivo è trasformare l’intelligenza artificiale da semplice assistente conversazionale a vero collaboratore digitale capace di comprendere il contesto, pianificare azioni ed eseguirle senza interventi continui da parte dell’utente.

Accanto all’AI agentica emerge anche il concetto di AI fisica, una tecnologia che porta l’intelligenza artificiale fuori dagli schermi e dentro il mondo reale. Secondo quanto illustrato da Qualcomm e ripreso da Tech Princess nel resoconto dedicato al Computex 2026, robot, veicoli autonomi e macchine intelligenti saranno dotati di capacità avanzate di percezione, ragionamento e movimento, consentendo loro di interagire con l’ambiente circostante in modo sempre più autonomo.

Un elemento centrale della strategia Qualcomm è l’integrazione tra elaborazione locale ed elaborazione cloud. Come evidenziato dall’azienda nel proprio press kit ufficiale, gran parte delle operazioni verrà eseguita direttamente sui dispositivi grazie a processori dotati di Neural Processing Unit (NPU), riducendo la dipendenza dai data center e garantendo maggiore velocità, privacy e affidabilità. Solo le attività più complesse verranno delegate al cloud, creando quello che Qualcomm definisce un “continuum computazionale” tra edge e infrastrutture remote.

Secondo un’analisi pubblicata da Computex Daily, questo modello potrebbe ridefinire il modo in cui gli utenti interagiscono con la tecnologia. In futuro non sarà più necessario aprire diverse applicazioni per svolgere un’attività: basterà indicare un obiettivo all’agente AI, che si occuperà di coordinare servizi, software e dispositivi per portarlo a termine. Si tratta di un cambiamento che molti osservatori paragonano all’avvento degli smartphone rispetto ai telefoni tradizionali.

Le applicazioni previste spaziano dalla mobilità intelligente alla robotica industriale. Come sottolineato da Cristiano Amon in diverse interviste rilasciate alla stampa specializzata, tra cui TechRadar, le automobili del futuro potranno comprendere le abitudini del conducente, anticiparne le esigenze e collaborare con sistemi avanzati di guida assistita. Allo stesso modo, robot autonomi potranno trovare impiego nella logistica, nella manifattura e persino nell’assistenza sanitaria.

Non mancano tuttavia le sfide. Sicurezza, tutela della privacy, affidabilità delle decisioni automatiche e sostenibilità energetica rappresentano temi centrali per l’adozione su larga scala di queste tecnologie. Tuttavia, secondo Qualcomm, la convergenza tra AI agentica e AI fisica rappresenta il prossimo grande passo dell’innovazione digitale e potrebbe inaugurare un’era in cui dispositivi, macchine e servizi intelligenti collaboreranno in modo sempre più autonomo con gli esseri umani.

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