Dalla Nigeria e dalla Tunisia al cuore del Bussento, passando per la Svizzera, la Germania e il Venezuela. Storie diverse, lontane nel tempo e nello spazio, ma unite dallo stesso desiderio di costruire un futuro migliore. È stato questo il filo conduttore di “Ponti di Comunità – Dialoghi su accoglienza, migrazione e futuro dei territori”, l’incontro promosso dall’associazione RadiCa nella suggestiva cornice di piazzetta Via Palazzo a Casaletto Spartano, che lo scorso 5 giugno ha richiamato numerosi cittadini in un partecipato momento di confronto e condivisione.
L’iniziativa, realizzata con la partecipazione delle famiglie accolte dal progetto Sai – Sistema Accoglienza e Integrazione di Torre Orsaia (centro gestito dal Consorzio La Rada), ha affrontato il tema delle migrazioni in una prospettiva ampia, superando la sola dimensione dell’immigrazione contemporanea per riflettere su un fenomeno che da sempre accompagna la storia dell’umanità.
L’obiettivo del Sai, che opera da anni attraverso percorsi di inclusione sociale e lavorativa, è accompagnare le persone verso l’autonomia, fornendo strumenti e opportunità affinché possano costruire il proprio percorso di vita sul territorio.
Tra i momenti più significativi della serata, le testimonianze di una famiglia nigeriana e di una famiglia tunisina, accolte nel progetto da più o meno un anno. I protagonisti hanno raccontato il viaggio che li ha portati in Italia, il percorso di integrazione e il sostegno ricevuto dalle comunità locali. Non sono mancati i ringraziamenti alle persone incontrate lungo il cammino.

Il confronto si è poi allargato alle esperienze migratorie che hanno interessato lo stesso territorio. Sono emerse le storie di cittadini di Casaletto Spartano emigrati in Svizzera, quella di una donna tedesca che ha scelto di vivere nel piccolo comune cilentano e il racconto di un’anziana partita per il Venezuela negli anni Sessanta.
“Radica nasce con l’obiettivo di creare occasioni di riflessione e confronto sui temi sociali che attraversano il nostro tempo”, hanno spiegato gli organizzatori. “Negli ultimi anni abbiamo promosso incontri sul referendum per la cittadinanza, approfondimenti sulla questione palestinese, ma anche momenti culturali e conviviali, convinti che la partecipazione e il dialogo siano strumenti fondamentali per rafforzare la coesione delle comunità”.
La serata si è conclusa attorno a una tavola condivisa, con piatti della tradizione tunisina, nigeriana e locale, suggellando il significato più profondo dell’iniziativa: costruire ponti tra persone, storie e territori.
Foto Alex Gaetani












