Sarà l’incidente probatorio fissato per il prossimo 2 luglio dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania a rappresentare un passaggio fondamentale nell’inchiesta sulla tragedia avvenuta il 13 marzo scorso lungo la strada provinciale Via del Mare, in località Ripe Rosse di Montecorice, dove persero la vita i giovani fidanzati Michele Pirozzi e Maria Magliocco, entrambi originari di Capaccio Paestum.
I due viaggiavano a bordo di una Volkswagen Polo quando il veicolo, dopo un impatto con un furgone Citroen Berlingo, sfondò la barriera di protezione presente sul margine della carreggiata, precipitando nel dirupo sottostante a strapiombo sul mare. Un incidente che non lasciò scampo alla coppia.
L’attività istruttoria richiesta dal pubblico ministero Luigi Spedaliere dovrà consentire di approfondire e ricostruire nel dettaglio la dinamica del sinistro, accertando eventuali responsabilità sia nella condotta di guida sia nelle condizioni di sicurezza dell’infrastruttura stradale.
Nel registro degli indagati figurano il 41enne Gianluca Fortunato, conducente del Citroen Berlingo coinvolto nello scontro, e tre dipendenti della Provincia di Salerno: Guglielmo Somma, Giovanni Sammartano e Angelo Michele Lizio. A loro viene contestata, a vario titolo, l’ipotesi di omicidio stradale con separate condotte dolose. Secondo l’impostazione investigativa, i funzionari provinciali non avrebbero garantito la necessaria manutenzione e la messa in sicurezza delle barriere di contenimento installate lungo quel tratto della provinciale.
La Procura, invece, non ha contestato alcuna violazione legata a una presunta positività del conducente del furgone, circostanza emersa nelle prime ore successive all’incidente ma che non trova riscontro nelle accuse formalizzate dagli inquirenti.
Nei giorni immediatamente successivi alla tragedia il tratto di guardrail interessato dall’impatto era stato sottoposto a sequestro probatorio. Dagli accertamenti tecnici preliminari affidati all’ingegnere Alessandro Lima, specializzato nella ricostruzione dei sinistri stradali, sarebbe emerso che il sistema di contenimento presente lungo quel tratto non garantiva un livello adeguato di sicurezza per gli utenti della strada.
La consulenza evidenzia inoltre come la barriera non sarebbe stata interessata da interventi specifici di manutenzione, nonostante la Provincia di Salerno abbia eseguito nel corso degli anni, a partire dal 2001, diverse opere di manutenzione sulla rete viaria di competenza.
L’incidente probatorio del 2 luglio rappresenterà dunque un momento decisivo per chiarire ogni aspetto della vicenda e definire il ruolo dei soggetti coinvolti nell’ambito di un’inchiesta che continua a seguire due direttrici investigative: da un lato la ricostruzione dello scontro tra i veicoli, dall’altro la verifica delle condizioni di sicurezza del tratto stradale teatro della tragedia.
I familiari di Maria Magliocco sono assistiti dall’avvocato Giuseppe Caceci, mentre la madre della giovane è rappresentata dall’avvocato Antonio Mondelli.












