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26 Giugno 2026
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Infezioni in ospedale, la Cassazione: spetta alla struttura provare di aver adottato tutte le misure preventive

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Infezioni in ospedale, la Cassazione: spetta alla struttura provare di aver adottato tutte le misure preventive

La Corte torna ad affrontare il delicato tema della responsabilità sanitaria e dell’inversione dell’onere della prova nei casi di infezioni contratte in ospedale. Una decisione destinata ad avere forte impatto pratico, perché ribadisce un principio ormai sempre più consolidato: quando un paziente contrae un’infezione durante il ricovero, non può essere il malato o i suoi familiari a dover dimostrare nel dettaglio ogni errore della struttura sanitaria. Spetta invece all’ospedale fornire la prova di avere adottato tutte le misure necessarie per prevenire il contagio.

La vicenda nasce dal decesso di un paziente che, durante il ricovero, aveva sviluppato una grave infezione. I familiari avevano agito in giudizio sostenendo che la struttura non avesse rispettato i protocolli di prevenzione e controllo del rischio infettivo.

La Cassazione ha chiarito che il paziente o gli eredi devono limitarsi a dimostrare l’esistenza del ricovero, l’insorgenza dell’infezione e il peggioramento delle condizioni di salute collegato all’evento. Una volta forniti questi elementi, l’onere probatorio si sposta sulla struttura ospedaliera, la quale deve dimostrare di avere rispettato rigorosamente tutte le procedure sanitarie, igieniche e preventive previste dalla normativa e dai protocolli clinici.

Secondo i giudici, infatti, le informazioni relative alla sterilizzazione degli ambienti, ai controlli sulle sale operatorie, all’utilizzo dei dispositivi medici, alla sanificazione e alla corretta applicazione delle linee guida sono nella disponibilità esclusiva della struttura sanitaria. Sarebbe quindi irragionevole pretendere che il paziente possa ricostruire dettagli tecnici interni all’organizzazione ospedaliera.

L’ordinanza richiama il principio della cosiddetta “vicinanza della prova”, secondo cui l’onere deve gravare sulla parte che concretamente possiede la documentazione e gli strumenti per dimostrare i fatti. In ambito sanitario questo principio assume particolare importanza, perché il rapporto tra paziente e struttura è caratterizzato da una evidente asimmetria informativa.
La decisione della Cassazione rafforza inoltre la tutela del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

Non significa automaticamente che ogni infezione contratta in ospedale comporti responsabilità della struttura. Tuttavia, in assenza della prova rigorosa di avere adottato tutte le cautele necessarie, la responsabilità può essere riconosciuta dal giudice.

Un orientamento volto a garantire maggiore equilibrio tra cittadino e sistema sanitario, evitando che il paziente debba affrontare un onere probatorio praticamente impossibile da sostenere.

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