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19 Giugno 2026
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Un esame del sangue potrà rivelare l’età biologica degli organi

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Un esame del sangue potrà rivelare l’età biologica degli organi

Un semplice esame del sangue potrebbe presto offrire una fotografia dettagliata dell’età biologica degli organi e aiutare a prevedere il rischio di sviluppare malattie negli anni successivi. È il risultato di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Stanford e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine.

Il test, ancora in fase sperimentale, è stato sviluppato dal gruppo guidato da Hamilton Oh e, secondo gli autori della ricerca, potrebbe arrivare sul mercato entro i prossimi tre anni.

L’obiettivo è misurare l’età biologica di undici organi e sistemi del corpo umano, tra cui cervello, cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas, muscoli, arterie, intestino, sistema immunitario e tessuto adiposo. Un approccio innovativo che parte da una considerazione ormai consolidata nella ricerca sull’invecchiamento: non tutti gli organi invecchiano alla stessa velocità.

Per individuare le tracce biologiche di questo processo, gli studiosi hanno analizzato i dati di 44.498 persone tra i 40 e i 70 anni raccolti nella UK Biobank, una delle più grandi banche dati sanitarie al mondo. Grazie ai campioni di sangue e alle cartelle cliniche aggiornate nel corso di 17 anni, i ricercatori hanno identificato quasi 3.000 proteine presenti nel sangue, alcune delle quali risultano strettamente associate all’attività di specifici organi.

Incrociando i livelli di queste proteine con l’età anagrafica e la storia clinica dei partecipanti, il team è riuscito a costruire modelli capaci di stimare l’età biologica dei diversi organi e di individuare eventuali anomalie rispetto alla media delle persone della stessa età.

I risultati mostrano che l’invecchiamento accelerato di un organo può rappresentare un importante indicatore del rischio di sviluppare patologie nei successivi dieci anni. Particolarmente significativo è il ruolo del cervello. Secondo Tony Wyss-Coray, tra gli autori dello studio, la salute cerebrale appare strettamente collegata alla longevità complessiva dell’individuo.

“Se hai un cervello vecchio, hai una maggiore probabilità di mortalità. Se hai un cervello giovane, probabilmente vivrai più a lungo”, ha spiegato il ricercatore.

L’analisi ha inoltre evidenziato che circa una persona su quattro presenta almeno un organo biologicamente molto più giovane o più vecchio rispetto alla propria età anagrafica. Una scoperta che potrebbe aprire nuove prospettive nella medicina preventiva e personalizzata, consentendo di individuare precocemente i segnali di deterioramento degli organi e di intervenire prima della comparsa delle malattie.

Se i risultati saranno confermati da ulteriori studi clinici, il nuovo test potrebbe diventare uno strumento prezioso per monitorare l’invecchiamento dell’organismo e migliorare le strategie di prevenzione, con l’obiettivo di allungare non solo la durata della vita, ma soprattutto gli anni vissuti in buona salute.

(Fonte Ansa)

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