Tra i pulsanti meno utilizzati, o spesso usati nel modo sbagliato, c’è quello del ricircolo dell’aria, riconoscibile dal simbolo di un’auto con una freccia circolare al suo interno. Eppure, questa semplice funzione può migliorare il comfort di guida, ridurre i consumi del climatizzatore e contribuire alla qualità dell’aria nell’abitacolo, a patto di sapere quando attivarla e quando, invece, è meglio lasciarla disinserita.
Come funziona
Quando si preme il pulsante del ricircolo, il sistema di ventilazione interrompe temporaneamente l’ingresso dell’aria proveniente dall’esterno e fa circolare quella già presente nell’abitacolo. In questo modo il climatizzatore o il riscaldamento lavorano su un volume d’aria già trattato, raggiungendo più rapidamente la temperatura desiderata.
Quando conviene usarlo
L’utilizzo del ricircolo è consigliato in diverse situazioni.
- Con temperature molto elevate: dopo aver abbassato la temperatura interna, il climatizzatore raffresca più velocemente l’abitacolo e lavora con minore sforzo.
- Nel traffico intenso: aiuta a limitare l’ingresso dei gas di scarico dei veicoli circostanti.
- In galleria: impedisce che nell’abitacolo entrino i fumi di scarico, spesso più concentrati.
- Vicino a incendi, cantieri o zone molto polverose: riduce l’ingresso di fumo, polvere e cattivi odori.
- In presenza di cattivi odori esterni: come impianti industriali, allevamenti o raccolta rifiuti.
Quando è meglio non usarlo
Il ricircolo non dovrebbe rimanere inserito per lunghi periodi.
Dopo alcuni minuti, infatti, aumenta la concentrazione di anidride carbonica prodotta dai passeggeri e diminuisce il ricambio d’aria. Questo può favorire sonnolenza, appannamento dei vetri e una sensazione di aria pesante, soprattutto se a bordo ci sono più persone.
È quindi preferibile disattivarlo:
- durante i viaggi lunghi;
- quando fuori la qualità dell’aria è buona;
- se i vetri iniziano ad appannarsi;
- quando si desidera arieggiare naturalmente l’abitacolo.
Attenzione ai vetri appannati
Uno degli errori più comuni è lasciare inserito il ricircolo quando piove o in inverno. In queste condizioni l’umidità prodotta dalla respirazione dei passeggeri resta all’interno dell’auto e può far appannare rapidamente il parabrezza e i finestrini.
Per eliminare l’appannamento è consigliabile disattivare il ricircolo, orientare il flusso d’aria verso il parabrezza e, se disponibile, attivare il climatizzatore: anche d’inverno il compressore contribuisce a deumidificare l’aria.
Fa davvero risparmiare carburante?
Sì, ma il beneficio è limitato. Quando il climatizzatore raffredda aria già fresca anziché aria molto calda proveniente dall’esterno, il compressore lavora meno e può ridurre leggermente i consumi. Il vantaggio è più evidente nelle giornate estive molto calde e dopo che l’abitacolo ha raggiunto la temperatura desiderata.
Le auto moderne fanno tutto da sole
Molti modelli di ultima generazione gestiscono automaticamente il ricircolo grazie a sensori che rilevano la qualità dell’aria esterna. Il sistema può attivarsi da solo in presenza di elevati livelli di inquinamento o durante l’attraversamento di una galleria, per poi disattivarsi automaticamente dopo pochi minuti.
Un consiglio pratico
Se l’auto è rimasta parcheggiata al sole, è meglio aprire porte o finestrini per qualche istante prima di partire, così da far uscire l’aria surriscaldata. Successivamente si può accendere il climatizzatore e attivare il ricircolo per raffreddare più rapidamente l’abitacolo. Una volta raggiunta una temperatura confortevole, è consigliabile tornare alla modalità con aria esterna per garantire un corretto ricambio.
In sintesi
Il pulsante del ricircolo non va lasciato sempre acceso né sempre spento. È uno strumento utile se utilizzato nei momenti giusti: migliora il comfort, aiuta il climatizzatore a lavorare meglio e protegge dall’inquinamento esterno. L’importante è ricordarsi di disattivarlo periodicamente per mantenere l’aria dell’abitacolo fresca e sicura durante la guida.












