La morte di Luigi Esposito, conosciuto da tutti come Luca, continua a scuotere il mondo dell’informazione e dello sport campano. Il giornalista e opinionista televisivo di 53 anni, ucciso a Eboli in circostanze ancora al vaglio degli investigatori, viene ricordato da colleghi, istituzioni di categoria e amici come una figura dal carattere deciso, capace di difendere sempre le proprie idee senza compromessi.
Volto noto dei programmi dedicati al calcio locale, Esposito era apprezzato da chi ne condivideva il pensiero e contestato da chi non ne sposava le opinioni, ma unanimemente riconosciuto come una persona schietta e mai banale. Oggi, però, ogni divisione lascia spazio allo sgomento per un delitto di estrema violenza sul quale si concentrano le indagini.
Tra i messaggi più toccanti c’è quello dell’amica Mary, affidato ai social network: «Solo chi ci conosce sa cosa eravamo io per te e tu per me. Sarai sempre con me Luca, non abbandonarmi». La donna ha inoltre rivolto un appello affinché chiunque possa fornire elementi utili agli investigatori si metta in contatto con le forze dell’ordine, ricordando che il movente dell’omicidio resta ancora sconosciuto.
Numerosi anche i ricordi condivisi da giornalisti, dirigenti sportivi e protagonisti del calcio campano, che hanno ripercorso episodi vissuti insieme al 53enne. In segno di rispetto, al termine dell’amichevole disputata ieri tra Salernitana e Cittareale non si è svolta la prevista conferenza stampa.
Il direttore di OttoChannel, Pierluigi Melillo, ha definito Esposito «un prezioso collaboratore come opinionista, certamente scomodo ma mai banale e soprattutto sempre coraggioso nel difendere le sue opinioni sul mondo del calcio», esprimendo vicinanza alla famiglia e l’auspicio che gli investigatori riescano ad accertare rapidamente responsabilità e movente.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che ha chiesto di fare piena luce su «un fatto di una gravità inaudita». Dello stesso tenore le parole del presidente nazionale dell’Ordine, Carlo Bartoli, che ha manifestato sconcerto e cordoglio, invitando ad attendere gli sviluppi delle indagini per comprendere il contesto della brutale uccisione.
Solidarietà alla famiglia è arrivata anche dall’associazione Giornaliste Italiane, che ha espresso «profondo sgomento e totale vicinanza», confidando nel lavoro degli inquirenti affinché venga chiarito al più presto quanto accaduto.
Il Sindacato unitario giornalisti della Campania ha parlato di «una vicenda di inaudita violenza», ribadendo piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine per l’accertamento della verità.
Nel corso della giornata era inoltre circolata l’ipotesi di un rapporto professionale tra Esposito e Arpac. Una ricostruzione smentita ufficialmente dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, che ha precisato come Luigi Esposito non fosse né dipendente né dirigente dell’ente e che non esistesse alcun rapporto professionale con l’Agenzia. Nel comunicato, Arpac ha espresso sgomento per la vicenda e vicinanza ai familiari della vittima e al mondo dell’informazione.












