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20 Settembre 2026
20 Settembre 2026

Pronto soccorso a Salerno, concorsi deserti e pochi medici

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Pronto soccorso a Salerno, concorsi deserti e pochi medici

La carenza di medici nei Pronto soccorso di Salerno e provincia continua a mettere in difficoltà il sistema sanitario locale. Le ultime procedure avviate dall’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona e dall’Asl Salerno hanno coperto soltanto una parte limitata dei posti disponibili, lasciando scoperti numerosi turni nei reparti di emergenza-urgenza.

Al Ruggi, il concorso bandito per assumere otto medici a tempo indeterminato ha prodotto un solo vincitore. Nell’Asl Salerno, invece, alla selezione per 30 specialisti hanno risposto complessivamente sette medici già formati e quattro specializzandi.

Se non interverranno rinunce, l’Azienda sanitaria potrà coprire appena 11 dei 30 posti messi a bando, poco più di un terzo del fabbisogno indicato. La conseguenza è il perdurare del ricorso ai medici esterni con partita Iva, comunemente definiti “gettonisti”, per assicurare la continuità dei servizi.

Al Ruggi un solo vincitore per otto posti

Le prove del concorso indetto dall’Azienda ospedaliera di via San Leonardo si sono concluse lo scorso 1° settembre. Al termine della procedura è risultato idoneo come vincitore un solo candidato, peraltro ancora impegnato nel percorso di formazione specialistica.

Proprio in ragione della sua condizione di specializzando, il Ruggi dovrà inizialmente stipulare un contratto a tempo determinato. Il rapporto potrà essere trasformato a tempo indeterminato soltanto dopo il conseguimento del titolo di specializzazione nell’area dell’emergenza-urgenza.

Il risultato della selezione lascia quindi vacanti sette degli otto posti disponibili e conferma la difficoltà di reperire professionisti disposti a lavorare stabilmente nei Pronto soccorso.

Già all’inizio di luglio il direttore generale del Ruggi, Nicola Cantone, aveva autorizzato l’impiego per sei mesi di medici in formazione specialistica. Il piano prevede il loro utilizzo nei Pronto soccorso aziendali per otto ore settimanali.

Parallelamente, l’Azienda aveva pubblicato un ulteriore avviso per coprire 38 ore settimanali di turni scoperti, rivolgendosi sia a medici specializzati in emergenza-urgenza e area critica sia a professionisti in quiescenza.

L’Asl trova soltanto 11 dei 30 specialisti richiesti

Una situazione analoga riguarda l’Asl Salerno, guidata dal direttore generale Gennaro Sosto. All’inizio dell’estate l’Azienda aveva avviato una procedura per assumere a tempo indeterminato 30 specialisti provenienti dall’area dell’ex Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza, destinati agli ospedali della provincia.

La graduatoria pubblicata nei giorni scorsi ha evidenziato una partecipazione nettamente inferiore alle necessità: soltanto sette medici già formati e quattro specializzandi hanno risposto alla selezione.

Anche nell’ipotesi in cui tutti accettassero l’incarico, resterebbero dunque scoperti 19 posti. Eventuali rinunce al momento della sottoscrizione dei contratti ridurrebbero ulteriormente il numero delle assunzioni effettive.

In assenza di personale strutturato sufficiente, sia il Ruggi sia gli ospedali territoriali continuano ad affidarsi ai medici a partita Iva per completare i turni e garantire i Livelli essenziali di assistenza.

Il ricorso ai gettonisti rimane, dunque, una delle principali soluzioni immediate per evitare ulteriori scoperture. I dati delle ultime selezioni confermano però la natura strutturale della crisi: i posti vengono banditi, ma le candidature restano insufficienti rispetto alle esigenze dei reparti di emergenza della provincia di Salerno.

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