Maxi operazione contro il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dalle prime ore di oggi, lunedì 27 luglio, i carabinieri per la Tutela del Lavoro e i finanzieri del Comando provinciale di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di 22 persone gravemente indiziate, a vario titolo, anche di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Diciotto sono finite agli arresti domiciliari, mentre per altre quattro è stato disposto l’obbligo di firma.
Il provvedimento, emesso dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, è stato eseguito nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Benevento, Campobasso, Roma, Ancona, Pisa, Savona e Brescia.
L’inchiesta rappresenta lo sviluppo di una complessa attività investigativa che aveva già portato al sequestro di ingenti somme di denaro contante. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’organizzazione sarebbe stata in grado di operare sia in Italia sia all’estero, generando un volume di affari illeciti quantificato in diversi milioni di euro.
Al centro del presunto sistema vi sarebbero centinaia di cittadini extracomunitari, prevalentemente provenienti da Marocco, Bangladesh e India, che avrebbero versato somme elevate per ottenere un valido titolo di soggiorno in Italia attraverso richieste fittizie di nullaosta al lavoro nell’ambito dei decreti flussi ed emersione.
Le pratiche sarebbero state presentate utilizzando aziende compiacenti o create appositamente e con il coinvolgimento di professionisti e intermediari. Le indagini avrebbero ricostruito una rete composta da cittadini stranieri con il ruolo di intermediari, datori di lavoro che dietro compenso avrebbero attestato falsamente il possesso dei requisiti necessari e liberi professionisti incaricati di predisporre la documentazione.
Contestato anche il presunto inoltro telematico, dietro pagamento, delle richieste di rilascio dei nullaosta durante i cosiddetti “click day”.
Le accuse dovranno ora essere sottoposte al vaglio dei giudici nelle successive fasi del procedimento. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.












