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29 Luglio 2026
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Inchiesta BBC su obesità infantile, il sindaco di Pollica difende la Dieta mediterranea

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Inchiesta BBC su obesità infantile, il sindaco di Pollica difende la Dieta mediterranea

L’obesità infantile rappresenta un’emergenza sanitaria che va affrontata senza esitazioni. Ma trasformare questa emergenza nell’immagine di un’Italia che avrebbe tradito la Dieta mediterranea significa raccontare una realtà parziale e fuorviante.

È la posizione di Stefano Pisani, sindaco di Pollica, Comunità Emblematica UNESCO della Dieta Mediterranea, che interviene dopo l’inchiesta della BBC dedicata all’aumento dell’obesità infantile nel nostro Paese. Secondo il Comune di Pollica, il problema non è la Dieta Mediterranea, ma il progressivo affermarsi, negli ultimi decenni, di un ambiente alimentare dominato da prodotti ultraprocessati, da un marketing sempre più aggressivo e da politiche pubbliche che non sono riuscite a proteggere uno dei patrimoni culturali e sanitari più importanti del Paese.

«I bambini italiani non sono un popolo di obesi e l’Italia non può essere raccontata come il Paese che ha tradito la Dieta Mediterranea. Esistono realtà molto diverse tra loro. Ci sono territori che affrontano maggiori fragilità e ci sono comunità come Pollica, dove continuiamo a dimostrare che questo modello alimentare funziona quando un territorio sceglie davvero di investirci».

A confermarlo sono i dati del progetto LAFA – Longevity & Fertility Algorithm, coordinato dall’Università degli Studi di Salerno e sviluppato in partnership con il Comune di Pollica nell’ambito del programma nazionale ONFOODS – PNRR. Lo studio ha analizzato l’aderenza alla Dieta Mediterranea tra bambini e adolescenti del territorio attraverso protocolli scientifici validati a livello internazionale: il KIDMED, applicato a 193 studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “Ancel Keys”, e il MEDAS del protocollo PREDIMED, somministrato a 137 adolescenti.

I risultati mostrano che il 30,6% dei bambini e dei ragazzi cilentani presenta un’elevata aderenza alla Dieta Mediterranea, un dato pari a circa il doppio della media nazionale italiana (15%) e quasi tre volte superiore rispetto alla media del Sud Italia (11%). Il punteggio medio KIDMED, pari a 6,4 su 12, colloca inoltre il territorio tra le realtà più virtuose del bacino mediterraneo.

I dati evidenziano anche la resistenza di alcuni elementi culturali alla base del modello mediterraneo: il 96% degli studenti utilizza quotidianamente olio extravergine di oliva come condimento nella cucina domestica, il 75% consuma piatti preparati con il tradizionale soffritto, oltre il 70% mangia legumi almeno una volta a settimana e più di 8 ragazzi su 10 (82%) frequentano un fast food al massimo una volta alla settimana.

Per l’amministrazione comunale questi risultati non sono casuali, ma il frutto di una strategia costruita negli anni, capace di integrare alimentazione, educazione, pianificazione urbana, ricerca scientifica e valorizzazione delle produzioni locali. La mensa scolastica ispirata ai principi della Dieta Mediterranea, il coinvolgimento diretto delle famiglie, il lavoro educativo del Paideia Campus, il Piano Urbanistico FOODSCAPE e la scelta di limitare modelli di consumo estranei alla cultura alimentare locale rappresentano, secondo il Comune, strumenti concreti di prevenzione sanitaria prima ancora che semplici politiche alimentari.

«La Dieta Mediterranea resta uno dei più importanti strumenti di prevenzione contro l’obesità, anche infantile. Ma Pollica dimostra anche un’altra cosa: dove il contesto favorisce scelte alimentari sane, è più semplice mantenere stili di vita equilibrati. L’82% dei nostri ragazzi frequenta un fast food al massimo una volta alla settimana, anche perché sul nostro territorio non ce ne sono e l’amministrazione intende mantenere questa scelta. Allo stesso modo, le abitudini alimentari quotidiane raccontano la forza di una cultura ancora viva, con il consumo di prodotti e preparazioni che appartengono alla tradizione mediterranea».

Per il sindaco continuare a concentrare il dibattito esclusivamente sulla responsabilità delle famiglie significa affrontare soltanto gli effetti senza intervenire sulle cause.

Il vero nodo, sostiene il Comune, è un sistema economico che continua a trarre profitto dalla diffusione di alimenti ad alta densità calorica e fortemente ultraprocessati, trasferendo sulla sanità pubblica e sulla collettività i costi dell’obesità, del diabete e delle malattie croniche. Accanto a questo esiste un altro tema centrale: quello dell’accesso al cibo di qualità e delle disuguaglianze alimentari.

«Dobbiamo smettere di colpevolizzare bambini e famiglie. Il problema non è una presunta debolezza culturale degli italiani. Il problema è un modello economico nel quale i profitti restano privati mentre i costi sanitari, sociali e ambientali vengono sostenuti dalla collettività».

Secondo il sindaco, merita attenzione anche un altro fenomeno: la crescente spettacolarizzazione del tema alimentare. «Accanto alle responsabilità di una parte dell’industria alimentare, esiste anche chi utilizza l’allarme sull’obesità infantile per promuovere la propria dieta, il proprio metodo o il proprio business. La salute dei bambini non può diventare terreno di marketing, né industriale né professionale».
Per questo Pollica annuncia un ulteriore rafforzamento delle proprie politiche pubbliche. Dopo aver costruito il Piano Urbanistico FOODSCAPE, promosso la cucina mediterranea autentica nella ristorazione locale e introdotto criteri di qualità nelle mense scolastiche, il Comune lavorerà all’introduzione del divieto di pubblicità del cibo spazzatura sul territorio comunale, all’adozione di criteri premiali nelle concessioni pubbliche per chi promuove la Dieta Mediterranea e alla conferma del divieto di apertura di nuovi fast food. Ma, sottolinea il sindaco, le iniziative locali non bastano.

Pollica propone l’apertura di una nuova stagione legislativa che riconosca una maggiore responsabilità economica ai produttori di alimenti con i peggiori profili nutrizionali, attraverso l’introduzione di un contributo per la responsabilità sanitaria alimentare destinato a finanziare le politiche di prevenzione dell’obesità, del diabete e delle malattie cardiovascolari.

Parallelamente, il Comune rivolge un appello al Presidente della Regione Campania affinché vengano adottate misure capaci di limitare la presenza di alimenti ultraprocessati nelle scuole, nelle strutture sanitarie e nei servizi pubblici regionali, accompagnando progressivamente le mense scolastiche verso il modello della Dieta Mediterranea. «Il vero fallimento non è della Dieta Mediterranea. Il vero fallimento è aver permesso che il profitto venisse prima della salute. Chi trae beneficio economico dalla vendita di alimenti che producono elevati costi sanitari dovrebbe contribuire anche alla prevenzione».
Il sindaco conclude con un invito alla BBC.

«Mi auguro che la BBC voglia completare la propria inchiesta visitando Pollica, Comunità Emblematica UNESCO della Dieta Mediterranea. Qui, dal lavoro pionieristico di Ancel e Margaret Keys fino alle attività del Centro Studi “Angelo Vassallo”, continuiamo a dimostrare che la Dieta Mediterranea non appartiene al passato. È un modello contemporaneo di salute, ricerca, educazione e sviluppo che può ancora guidare il futuro dell’Italia».

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