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2 Agosto 2026
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Le Aree Marine Protette del Cilento, scrigno di biodiversità tra fondali, grotte e coste incontaminate

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Le Aree Marine Protette del Cilento, scrigno di biodiversità tra fondali, grotte e coste incontaminate

Acque cristalline, praterie di posidonia, grotte sommerse, falesie calcaree e una biodiversità tra le più ricche del Mediterraneo. Le aree marine protette del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni rappresentano uno dei patrimoni naturalistici più preziosi d’Italia, un ecosistema dove la tutela ambientale convive con il turismo sostenibile, la pesca tradizionale e la ricerca scientifica.

Il tratto costiero del Parco si estende per oltre cento chilometri, da Agropoli fino al Golfo di Policastro, alternando spiagge sabbiose, promontori rocciosi, calette raggiungibili solo dal mare e fondali di straordinario valore naturalistico. Cuore della tutela è l’Area Marina Protetta “Santa Maria di Castellabate”, istituita nel 2009, che protegge circa 7.000 ettari di mare distribuiti tra le località di Santa Maria di Castellabate, San Marco, Ogliastro Marina e Punta Licosa.

Qui il mare conserva uno degli habitat più importanti del Mediterraneo. Le vaste praterie di Posidonia oceanica, pianta marina fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema, ossigenano l’acqua, contrastano l’erosione costiera e offrono rifugio a centinaia di specie ittiche. Tra i fondali trovano spazio cernie, corvine, saraghi, dentici, polpi, aragoste e numerosi molluschi, mentre nelle acque più aperte non è raro avvistare delfini e tartarughe marine della specie Caretta caretta.

Uno dei simboli dell’area è Punta Licosa, promontorio immerso nella macchia mediterranea che prende il nome dalla sirena Leucosia, protagonista di un’antica leggenda greca. Di fronte alla costa emerge l’isolotto di Licosa, oggi oasi naturalistica e luogo privilegiato per immersioni e snorkeling grazie alla trasparenza delle acque e alla ricchezza della fauna marina.

Procedendo verso sud si incontrano alcuni degli scenari più spettacolari dell’intero Mediterraneo. Capo Palinuro, con le sue alte falesie, custodisce un articolato sistema di grotte marine, tra cui la celebre Grotta Azzurra, la Grotta d’Argento, la Grotta del Sangue e la Grotta dei Monaci. Le particolari condizioni di luce e la conformazione geologica hanno creato ambienti di eccezionale valore paesaggistico e biologico, meta ogni anno di migliaia di subacquei provenienti da tutta Europa.

Le acque di Marina di Camerota ospitano invece uno dei tratti costieri meglio conservati del Tirreno. Cala Bianca, Porto Infreschi e Pozzallo sono circondati da pareti rocciose, boschi di leccio e macchia mediterranea che si tuffano direttamente nel mare. Molte baie sono raggiungibili esclusivamente via mare o attraverso sentieri naturalistici, caratteristica che ha consentito di preservarne l’integrità ambientale.

La Baia degli Infreschi, più volte inserita tra le spiagge più belle d’Italia, rappresenta uno degli esempi più significativi di turismo sostenibile del Cilento. Le sorgenti di acqua dolce che affiorano vicino alla costa creano particolari condizioni ambientali favorevoli alla presenza di numerose specie marine, rendendo l’area particolarmente apprezzata anche dagli appassionati di snorkeling.

Lungo la costa del Golfo di Policastro, fino a Scario e Sapri, il paesaggio continua a sorprendere con insenature, pareti rocciose e piccole spiagge nascoste, dove la pressione antropica rimane limitata. Qui sopravvivono habitat costieri di grande interesse comunitario, monitorati costantemente dagli enti di gestione e dalle università impegnate nella ricerca scientifica.

La tutela di questi ecosistemi si fonda su una rigorosa regolamentazione delle attività umane. Nelle aree a maggiore protezione sono vietati pesca, ancoraggio e navigazione non autorizzata, mentre nelle zone a tutela parziale sono consentite attività compatibili con la conservazione dell’ambiente, come la piccola pesca artigianale, le immersioni guidate e il turismo nautico regolamentato.

Negli ultimi anni le aree marine protette del Cilento sono diventate anche un laboratorio per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici sul Mediterraneo. Il monitoraggio delle praterie di Posidonia, della qualità delle acque e della presenza di specie aliene consente ai ricercatori di raccogliere dati preziosi per la salvaguardia dell’intero ecosistema marino.

Per i visitatori, il mare del Cilento offre esperienze che coniugano spettacolo e rispetto della natura: escursioni in kayak lungo le falesie, gite in barca alle grotte di Palinuro, snorkeling nei fondali di Punta Licosa, immersioni guidate tra pareti sommerse e relitti, oppure semplici passeggiate lungo sentieri costieri che regalano panorami tra i più suggestivi della Campania

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