Il 4 agosto 2009 moriva Franco Mastrogiovanni. Maestro elementare, 58 anni, perse la vita nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania dopo quattro giorni di ricovero in trattamento sanitario obbligatorio. Per circa 83 delle 87 ore trascorse in reparto rimase sottoposto a contenzione. Le immagini registrate dalle telecamere dell’ospedale, acquisite durante le indagini, trasformarono quella vicenda in uno dei casi più controversi della sanità italiana e aprirono un dibattito che, a distanza di anni, resta ancora aperto: quali limiti devono avere la contenzione e il TSO in uno Stato di diritto?
Mastrogiovanni fu ricoverato il 31 luglio 2009 dopo un TSO disposto dall’autorità sanitaria. Durante il ricovero rimase sottoposto a contenzione per circa 83 delle 87 ore complessive trascorse in reparto. Morì la mattina del 4 agosto.
A rendere il caso di rilevanza nazionale furono anche le immagini registrate dalle telecamere interne dell’ospedale. I filmati, acquisiti dagli investigatori, mostrarono il maestro immobilizzato al letto per giorni. Quelle immagini entrarono nelle aule di giustizia e nell’opinione pubblica, trasformando una vicenda locale in un caso nazionale.
L’iter giudiziario è stato lungo e complesso. Nel 2018 la Corte di Cassazione ha confermato le condanne nei confronti di sei medici e undici infermieri per sequestro di persona, ritenendo illegittimo il protrarsi della contenzione nelle modalità accertate durante il processo. Per alcuni medici sono state confermate anche condanne per falso ideologico. Il procedimento relativo alla morte non è invece arrivato a una pronuncia definitiva nel merito perché il reato si è estinto per prescrizione.
A distanza di anni, il nome di Franco Mastrogiovanni continua a essere richiamato ogni volta che si discute dell’uso della contenzione nei reparti psichiatrici. Associazioni di familiari, operatori della salute mentale, giuristi e organizzazioni per i diritti umani citano il suo caso come uno spartiacque nel dibattito sulla necessità di ridurre, fino a superare, una pratica che continua a essere utilizzata in alcune strutture sanitarie italiane.
La storia di Mastrogiovanni ha ispirato libri, documentari e il film 87 ore – Gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni. Ma il lascito più significativo resta il dibattito che continua ad alimentare. Perché la domanda aperta da quella morte non riguarda soltanto ciò che accadde nell’estate del 2009. Riguarda il modo in cui uno Stato democratico esercita il potere di limitare la libertà personale per finalità di cura e quali garanzie debbano essere assicurate a chi, proprio in quel momento, è nella condizione di maggiore vulnerabilità.












