L’intervento di Cristian Greco, componente della Direzione regionale dei Giovani Democratici e dell’Assemblea provinciale del Pd di Salerno
«Viviamo una delle fasi storiche più complesse dal dopoguerra a oggi». È quanto sostiene Cristian Greco, componente della Direzione regionale dei Giovani Democratici e dell’Assemblea provinciale del Partito democratico di Salerno, che interviene sul quadro politico ed economico nazionale e sulle prospettive per le nuove generazioni.
Secondo Greco, le crisi internazionali, le guerre e le tensioni geopolitiche «non sono lontane», ma hanno conseguenze concrete sull’economia, sul costo dell’energia e sulla stabilità sociale. A fronte di questo scenario, sostiene, «il governo italiano e l’Europa sembrano spesso incapaci di esprimere una visione strategica all’altezza delle sfide».
Al centro dell’analisi ci sono soprattutto le difficoltà vissute dai giovani, alle prese con precarietà lavorativa e incertezza sul futuro. «Chi studia, lavora o cerca di costruire un percorso di vita – afferma Greco – si trova schiacciato tra scenari macroeconomici cupi e una politica miope che non sa offrire orizzonti di lungo periodo».
Nel mirino finisce quindi il governo guidato da Giorgia Meloni. Greco contesta, in particolare, quella che definisce una «narrazione mediatica distante anni luce dalla realtà vissuta dai cittadini», citando il tema delle accise sui carburanti. «Avevamo ascoltato promesse roboanti fatte di tagli lineari e slogan populisti – sostiene –. La realtà è che si continua a fare cassa sulla pelle dei lavoratori e delle famiglie italiane».
Per l’esponente dei Giovani Democratici, «questa destra dimostra un’incapacità cronica di redistribuire la ricchezza e di sostenere chi produce». Servirebbero invece, sottolinea, una politica industriale, investimenti strutturali e interventi capaci di incidere concretamente sul costo della vita.
«Tocchiamo con mano l’aumento vertiginoso del costo della vita, l’inflazione che erode i salari e una pressione fiscale che soffoca il ceto medio e le fasce più deboli», prosegue Greco, secondo il quale il governo centrale «sembra voltarsi dall’altra parte, ignorando le specificità e le urgenze del Sud».
Particolare attenzione viene dedicata alla condizione dei giovani campani. «Non sono sdraiati o disinteressati – afferma –. Sono altamente formati, pieni di talento e di idee, ma troppo spesso vengono costretti alla scelta dolorosa dell’emigrazione per veder riconosciuti i propri diritti e le proprie competenze».
Greco richiama quindi i temi del lavoro povero, dei contratti pirata, degli stage non retribuiti e dei salari bassi. «Non parliamo di statistiche, parliamo di carne viva», dice, rivendicando il ruolo dei Giovani Democratici come «voce di una generazione che non è disposta ad accettare tutto questo come un destino ineluttabile».
Nel documento trovano spazio anche transizione ecologica, scuola, università e diritto allo studio. «La transizione ecologica non può essere vissuta solo come uno slogan o, peggio, come un costo sociale da scaricare sui cittadini», sostiene Greco, indicando tra le priorità gli investimenti nelle rinnovabili, nella mobilità sostenibile e nella rigenerazione urbana, soprattutto nelle periferie delle città campane.
Sul fronte della formazione, invece, chiede «un diritto allo studio realmente universale», con borse di studio per tutti gli aventi diritto, alloggi universitari accessibili e maggiori opportunità per chi vuole dedicarsi alla ricerca senza essere costretto a lasciare il territorio.
La proposta politica, conclude Greco, deve partire da «lavoro stabile, sicuro e dignitoso», dal contrasto alla precarietà attraverso l’introduzione del salario minimo legale e dalla valorizzazione del capitale umano giovanile.
«Dobbiamo continuare a costruire un’alternativa credibile, progressista e radicata nei territori – conclude –. Non basta denunciare i fallimenti della destra: dobbiamo dimostrare che un’altra idea di società è possibile, fondata sulla giustizia sociale, sui diritti e sulla reale uguaglianza delle opportunità. Questa è la nostra missione».












