Cinque giorni dedicati al Fico Bianco del Cilento DOP, tra gastronomia, musica, cultura e ricerca. Dal 2 al 6 settembre torna nel borgo di Casalsottano, a San Mauro Cilento, la sedicesima edizione di “Settembre ai Fichi”, manifestazione organizzata dall’associazione RigeneraMente ETS in collaborazione con la Cooperativa Agricola Nuovo Cilento.
L’iniziativa, patrocinata dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, dall’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e dal Comune di San Mauro Cilento, con il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Aquara, mette al centro uno dei frutti più antichi della tradizione agricola cilentana.
Accanto alla dimensione gastronomica, l’edizione 2026 propone un programma culturale e scientifico dal titolo “Creare Ponti”, che mette in relazione scuola, università, ricerca, agricoltura e comunità locali per riflettere sul futuro delle colline e delle montagne mediterranee, tra cambiamenti climatici, biodiversità, spopolamento e nuove opportunità per le aree interne.
Il fico accompagna il Cilento da almeno 2.500 anni. La sua presenza è fatta risalire alla colonizzazione greca e testimonianze storiche ricordano la produzione e il commercio dei fichi essiccati. Il Fico Bianco del Cilento DOP, riconosciuto dall’Unione europea nel 2006, identifica il prodotto essiccato ottenuto dalla cultivar Dottato e il cui areale comprende 68 comuni della provincia di Salerno, dalle colline di Agropoli fino al Bussento.
L’obiettivo della manifestazione non è però soltanto celebrare una produzione tradizionale, ma contribuire a rilanciarla. “Settembre ai Fichi” punta infatti ad aumentare la domanda e il valore della filiera per favorire il recupero dei vecchi ficai, la realizzazione di nuovi impianti e la conservazione delle competenze legate alla coltivazione, raccolta, essiccazione e trasformazione del frutto.
La manifestazione guarda anche alla destagionalizzazione turistica, portando visitatori nei borghi cilentani a settembre e proponendo un modello di turismo legato all’agricoltura, al paesaggio, alla gastronomia e alla vita delle comunità.
Il programma “Creare Ponti” entrerà nel vivo giovedì 3 settembre alle 17.30, presso Al Frantoio della Cooperativa Nuovo Cilento, con l’incontro “Formare Comunità Consapevoli – Una scuola per la collina e la montagna”. Saranno affrontati temi come suolo, biodiversità, gestione dell’acqua, agricoltura di collina e montagna, educazione alimentare e trasmissione dei saperi.
Tra i partecipanti Antonello Di Gregorio, Giuseppe Cilento, Nicola Di Novella, Maurizio Agostino, Antonio Nicoletti, Raffaele Sacchi e Massimo Zaccardelli. A coordinare e moderare sarà Alex Giordano, docente universitario e direttore scientifico di Rural Hack. Nel corso dell’incontro Legambiente consegnerà alla Cooperativa Nuovo Cilento il Premio della Biodiversità.
Venerdì 4 settembre, alle 19, il programma scientifico si sposterà sotto il palco centrale con “La scienza in cucina. Una lezione esperienziale di gastronomia molecolare mediterranea, dall’Olio Extravergine di Oliva al Fico Bianco del Cilento”. Il professor Raffaele Sacchi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II proporrà una dimostrazione dal vivo dedicata alle trasformazioni fisiche, chimiche e sensoriali degli alimenti, partendo dall’olio extravergine di oliva per arrivare al fico.
Non mancheranno le proposte gastronomiche. Nel borgo sarà possibile assaggiare piatti che reinterpretano il fico insieme alle produzioni locali: dalla zuppa di ceci di Cicerale e fichi secchi alle caserecce con fichi, pancetta e caprino, dalla pizza fritta con fichi e formaggi ai cavatelli cacio e pepe e fichi, fino agli involtini di pollo in foglia di fico e alle bruschette con Cipolla di Vatolla e fico.
Spazio anche ai dolci e alla mixology, con sbriciolata di ricotta e fichi, cannoli, tiramisù, brioche con gelato ai fichi, oltre al “Fico Mule” e al “GinFic”.
A completare le cinque serate sarà la musica: Kiepò il 2 settembre, Al-Maranca il 3, Caffeina Band e Vincenzo Romano il 4, Sibbenga Sunamo e Tarantolati di Tricarico il 5 e Ritto Antico il 6 settembre. Per le strade del borgo spazio anche alla musica itinerante de “I Musici di Burrascose”.
L’edizione 2026, spiegano gli organizzatori, vuole così andare oltre il tradizionale concetto di sagra, utilizzando il fico come punto di partenza per parlare di futuro. La sfida è trasformare una coltura antica in una possibile risorsa contemporanea per l’economia locale, la tutela del paesaggio e la vitalità delle comunità rurali.












