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29 Agosto 2026
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“Il Vento del Tirreno”, a Vietri sul Mare la storia dello sbarco di Salerno del 1943

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“Il Vento del Tirreno”, a Vietri sul Mare la storia dello sbarco di Salerno del 1943

A pochi giorni dall’83° anniversario dello sbarco di Salerno, sarà presentato a Vietri sul Mare il libro di Giovanni Lupo “Il Vento del Tirreno – lo sbarco di Salerno: storia di un disastro mancato”, pubblicato da IBN Editore.

L’appuntamento è in programma venerdì 4 settembre alle 19.30 nell’aula consiliare del Comune di Vietri sul Mare. Alla presentazione parteciperanno il sindaco Giovanni De Simone, il vicesindaco Angela Infante e l’assessore alla Cultura Daniele Benincasa. A dialogare con l’autore sarà il giornalista Antonio Abate.

Il volume, 224 pagine, nasce da un lungo lavoro di ricerca del medico salernitano Giovanni Lupo e ricostruisce gli eventi legati al 9 settembre 1943, quando sulle coste del Golfo di Salerno prese il via l’Operazione “Avalanche”, una delle più importanti operazioni anfibie della Seconda guerra mondiale.

Lupo ripercorre gli avvenimenti partendo dai giorni drammatici che precedettero lo sbarco e ricostruendo, attraverso documenti, testimonianze e una dettagliata analisi militare, le fasi dell’operazione, i protagonisti e alcuni episodi meno conosciuti.

Secondo la ricostruzione proposta dall’autore, dal punto di vista militare “Avalanche” fu un “disastro mancato”, anche a causa degli errori commessi dagli Alleati e della sottovalutazione delle forze tedesche, che nell’area schieravano due divisioni corazzate. La tenuta della testa di ponte alleata, sostiene Lupo, fu possibile anche grazie al coraggio dei combattenti, all’azione delle navi alleate impegnate nel supporto alle truppe a ridosso delle spiagge e ai piloti della Royal Navy che contrastarono gli attacchi della Luftwaffe.

Nel libro trova spazio anche la storia di Mamma Lucia, al secolo Lucia Apicella, la donna di Cava de’ Tirreni che dopo i combattimenti si occupò dei corpi dei soldati caduti, senza distinzione tra amici e nemici, contribuendo alla loro sepoltura.

La sua vicenda, sottolinea l’autore, rappresenta ancora oggi un messaggio di pietà, perdono e rifiuto della guerra. La conoscenza di quanto accadde nel 1943 diventa così anche uno strumento per preservare la memoria e riflettere sul valore della pace.

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