Nuovo provvedimento contro l’abusivismo edilizio nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il direttore Romano Gregorio ha ordinato la demolizione di un manufatto realizzato senza il necessario nullaosta in località Sant’Andrea, nel comune di Castellabate. I proprietari avranno 90 giorni dalla notifica per rimuovere l’opera e ripristinare lo stato dei luoghi.
L’irregolarità era stata accertata il 22 giugno 2026 durante i controlli effettuati sul territorio dal Nucleo Carabinieri Parco di Castellabate.
I militari avevano individuato una nuova struttura costruita nell’area di pertinenza di un fabbricato già esistente, su terreni compresi nella zona D della perimetrazione definitiva del Parco.
Il manufatto scoperto dai Carabinieri Parco
Secondo quanto accertato, l’opera è costituita da una struttura in lamiera metallica con dimensioni in pianta di circa 6 metri per 4,30 metri.
Il manufatto presenta una copertura a due falde, anch’essa in lamiera, sostenuta da una struttura portante in legno. L’altezza varia da circa 2,20 metri a 3,20 metri.
Il punto centrale del procedimento riguarda l’assenza del titolo necessario da parte dell’Ente Parco: i lavori sarebbero infatti stati realizzati senza il nullaosta previsto per gli interventi nell’area protetta.
Destinatari dell’ordine di demolizione, in qualità di proprietari del terreno e committenti dei lavori, sono due uomini originari di Salerno, residenti rispettivamente a Marcianise e Roma.
Il procedimento amministrativo era già stato avviato il 9 luglio 2026, quando il Parco aveva formalmente comunicato agli interessati l’avvio dell’iter finalizzato alla riduzione in pristino dello stato dei luoghi.
Nei successivi 30 giorni previsti dalla normativa non sarebbero però pervenute memorie scritte o documentazioni difensive da parte dei destinatari. Il procedimento è quindi proseguito fino all’emissione dell’ordinanza.
Novanta giorni per demolire e ripristinare l’area
Con il provvedimento firmato dal direttore Romano Gregorio, i responsabili dovranno ora procedere a proprie spese entro 90 giorni dalla notifica alla demolizione del manufatto e al ripristino dell’area interessata.
Nel caso in cui la struttura risulti sottoposta a sequestro giudiziario, prima di effettuare l’abbattimento sarà necessario chiedere alla competente Autorità giudiziaria il dissequestro finalizzato all’esecuzione dei lavori.
L’eventuale mancato rispetto dell’ordinanza comporterà ulteriori conseguenze. Il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni potrà infatti procedere con l’esecuzione in danno, facendo effettuare la demolizione e successivamente addebitandone i costi ai trasgressori.
È inoltre prevista l’acquisizione gratuita al patrimonio dell’Ente dell’opera abusiva, dell’area di sedime e di una porzione circostante che potrà arrivare fino a dieci volte la superficie interessata dall’abuso.
A queste misure potranno aggiungersi le ulteriori sanzioni amministrative pecuniarie contemplate dal disciplinare del Parco, nell’ambito dell’attività di tutela del territorio e di contrasto alle trasformazioni non autorizzate all’interno dell’area protetta.












