La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo hanno inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali media partner della Borsa: Antike Welt(Germania), arCHaeo (Svizzera), Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), Current Archaeology e Current World Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia).
Il Direttore della BMTA Ugo Picarelli e il Direttore di Archeo Andreas Steiner hanno condiviso questo cammino in comune, consapevoli che “le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante assumono oggi sempre più un’importanza legata alla riscoperta delle identità, in una società globale che disperde sempre più i suoi valori”. Il Premio, dunque, si caratterizza per divulgare uno scambio di esperienze, rappresentato dalle scoperte internazionali, anche come buona prassi di dialogo interculturale e cooperazione tra i popoli.
L’International Archaeological Discovery Award – giunto alla 12ª edizione – è l’unico riconoscimento a livello mondialededicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.
Il Premio, dalla prima edizione e fino al 2024 è stato intitolato a “Khaled al-Asaad”, Direttore dell’area archeologica e del museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale. Dopo dieci anni, il Premio è stato intitolato a “Palmyra” nel ricordo sia dell’hashtag “#Unite4HeritageforPalmyra” – simbolo della campagna di comunicazione della BMTA nel 2016, al fine di riportare l’attenzione sul sito archeologico per la sua ricostruzione e accompagnare la rinascita del turismo culturale in Siria – che del Gemellaggio firmato con Paestum nel 2018.
Il Premio, assegnato alla scoperta archeologica prima classificata, sarà selezionato tra le 5 finaliste segnalate da ciascuna testata e sarà consegnato venerdì 30 ottobre, in occasione della XXVIII BMTA in programma a Paestum da giovedì 29 ottobre a domenica 1 novembre 2026.
Inoltre, sarà attribuito uno “Special Award” alla scoperta, tra le cinque candidate, che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico nel periodo 11 settembre – 15 ottobre sulla pagina Facebook della Borsa (www.facebook.com/borsamediterraneaturismoarcheologico).
Le cinque scoperte archeologiche del 2025 finaliste della 12ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra” sono:
– Albania: rinvenuto nella Valle di Bulqizë il primo ipogeo-mausoleo di epoca romana del Paese
Grande mausoleo romano databile tra il III e il IV secolo d.C., prima scoperta di questo genere nel Paese. Si caratterizza per la presenza di rari elementi architettonici ed epigrafici, tra cui un’iscrizione bilingue. Il monumento funerario, articolato in tre ambienti e introdotto da una scalinata monumentale, ha dimensioni notevoli (circa 9 x 6 metri) e presenta una camera sepolcrale alta 2,4 metri. All’interno sono stati rinvenuti oggetti di un corredo funerario, tra cui vasi in vetro, manufatti in osso, armi e frammenti tessili intrecciati con fili d’oro, segno del prestigio sociale del defunto.

– Egitto: a Taposiris Magna un porto sommerso
Complesso sommerso a 50 km a ovest di Alessandria, si ritiene che si tratti di uno sviluppo cruciale per risolvere il mistero della tomba della regina Cleopatra VII d’Egitto, risalente a 2.000 anni fa. Grazie al ritrovamento di anfore, diverse ancore, un pavimento levigato e colonne imponenti, il team ritiene di aver portato alla luce un antico porto perduto.

– Italia, Pompei: grande sala da banchetto affrescata e dedicata al corteo di Dioniso
A Pompei, gli scavi nell’insula 10 della Regio IX rivelano una grande sala da banchetto. Le pareti ospitano un fregio monumentale a figure quasi a grandezza naturale, una megalografia. Il decoro raffigura un vivace corteo dionisiaco. La quarta parete della stanza si apriva su un giardino, integrando lo spazio con la natura. Gli archeologi hanno denominato questa dimora Casa del Tiaso, in riferimento al corteo festante del dio Dioniso. L’affresco rinvenuto è databile al I secolo a.C. e con maggiore precisione tra gli anni 40 e 30 a.C.

– Italia, Vulci: una testa di fanciulla, scultura greca in territorio etrusco
A Vulci, negli scavi del progetto “Vulci Cityscape”, scoperta una testa in marmo greco di una giovane donna, una Kore. L’opera costituisce un raro esempio di scultura greca rinvenuta in territorio etrusco, offrendo significativi spunti per comprendere l’intensità dei rapporti culturali tra la Grecia e l’Italia preromana. La scultura raffigura una giovane figura femminile con un’acconciatura ricercata ed elaborata attribuibile a un atelier attico degli inizi del V secolo a.C.

– Turchia: i mosaici con coccodrilli e fenicotteri a Eraclea al Latmo.
La scoperta arricchisce le conoscenze sull’arte e la vita nell’antica città greca della Ionia sulle pendici del Latmo: mosaici con animali, coccodrilli, delfini, fenicotteri e anguille, che offrono nuovi dettagli sulla rappresentazione degli animali nell’antichità. Nel frigidarium delle terme, ovvero la parte dove si facevano i bagni freddi, si trovano ben sei raffigurazioni di coccodrilli rivolte l’una verso l’altra. Tuttavia, questa zona non è molto adatta alla vita del coccodrillo, per cui il maestro che ha lavorato in questo luogo potrebbe essere stato un maestro itinerante.

Nel 2015 il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri, Responsabile degli scavi, per la scoperta della Tomba di Amphipolis (Grecia); nel 2016 all’INRAP Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del Presidente Dominique Garcia, per la Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, Direttore della missione archeologica, per la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel nord dell’Iraq; nel 2018 a Benjamin Clément, Responsabile degli scavi, per la “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams, Responsabile del Black Sea Maritime Archaeology Project (MAP), per la scoperta nel Mar Nero del più antico relitto intatto del mondo; nel 2020 a Daniele Morandi Bonacossi, Direttore della Missione Archeologica Italiana nel Kurdistan Iracheno e Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’Università di Udine, per la scoperta di dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti gli dèi dell’Antica Mesopotamia; nel 2021 alla scoperta di “centinaia di sarcofagi nella necropoli di Saqqara in Egitto”; nel 2022 a Zahi Hawass, Direttore della Missione Archeologica che ha scoperto “la città d’oro perduta”, fondata da Amenhotep III, riaffiorata dal deserto nei pressi di Luxor; nel 2023 ad Agnese Carletti Sindaco di San Casciano dei Bagni in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale titolare dell’area e a Jacopo Tabolli Responsabile scientifico dello scavo per la scoperta delle 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni (provincia di Siena); nel 2024 al MOLA Museum of London Archaeology per la scoperta a Londra, nel quartiere di Southwark, dei resti di un mausoleo romano; nel 2025 a Lina Mendoni Ministro della Cultura e dello Sport della Grecia e Olympia Vikatou Direttore Generale Antichità e Patrimonio Culturale del Ministero ellenico per la scoperta di un antico edificio minoico a Creta, risalente a oltre 4.000 anni fa, che richiama il mito del labirinto.












