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10 Settembre 2026
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Processo Capaccio Paestum: riparte a Vallo la causa sugli appalti

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Processo Capaccio Paestum: riparte a Vallo la causa sugli appalti

Con la ripresa delle attività giudiziarie dopo la pausa estiva, il Tribunale di Vallo della Lucania torna ad occuparsi dell’inchiesta sulle presunte irregolarità nelle gare d’appalto per la pubblica illuminazione a Capaccio Paestum.

Il procedimento, incentrato sull’ipotesi di turbativa d’asta, vede imputato l’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri.

Insieme a lui figurano a giudizio la sorella Elvira Alfieri, l’ex capostaff Andrea Campanile, il funzionario comunale Carmine Greco, oltre a Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria, rispettivamente ex legale rappresentante ed ex procuratore speciale della Dervit Spa.

L’istruttoria mira a verificare la legittimità dell’assegnazione dei lavori pubblici e le condotte contestate dai magistrati.

L’istruttoria sulle intercettazioni e i riscontri della Guardia di Finanza

L’attenzione dei giudici si sta concentrando sull’analisi dei supporti informatici sequestrati e sulle intercettazioni telefoniche ed ambientali effettuate durante le indagini. In aula prosegue il controesame del colonnello della Guardia di Finanza Massimo Otranto, firmatario dell’informativa d’indagine, per vagliare la tenuta della ricostruzione accusatoria. La difesa sostiene la regolarità delle procedure e punta a dimostrare la correttezza dell’operato dell’ex primo cittadino.

Le nuove contestazioni a Salerno e le prospettive difensive

La posizione penale di Franco Alfieri si articola anche presso il Tribunale di Salerno. La Procura salernitana ha avanzato una nuova richiesta di rinvio a giudizio per presunte anomalie nella riqualificazione del sottopasso ferroviario di Capaccio Paestum; l’udienza preliminare è fissata per il 16 novembre dinanzi al gup Benedetta Rossella Setta. Parallelamente, a Salerno prosegue il dibattimento nell’ambito del processo a carico di Roberto Squecco, in cui ad Alfieri viene contestato il reato di scambio elettorale politico-mafioso.

La strategia della difesa punta a definire il primo grado di giudizio presso il Tribunale di Vallo della Lucania e a richiedere la revoca delle misure cautelari entro il mese di dicembre, passaggio ritenuto fondamentale anche in vista di un eventuale rientro dell’ex sindaco sulla scena politica locale.

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