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14 Settembre 2026
14 Settembre 2026

Boom del su misura: il riscatto dell’alta sartoria sulla logomania

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Boom del su misura: il riscatto dell’alta sartoria sulla logomania

Mentre il tessile industriale frena, il mercato globale degli abiti su misura registra una crescita record. Secondo le ultime stime di settore, il comparto mondiale della sartoria custom e su misura sfiorerà i 70 miliardi di dollari nel 2026, spinto da un tasso di crescita annuo (CAGR) stimato tra l’7,8% e il 9,2%, superando le performance della moda di serie.

A guidare questa trasformazione non è soltanto un fattore economico, ma un radicale cambio di paradigma culturale. La tendenza del “Quiet Luxury”, il lusso sobrio, privo di marchi visibili e fondato sulla qualità reale delle materie prime, ha trasformato la percezione del consumatore, spostando l’attenzione dai loghi ostentati alla precisione del manufatto. L’uomo nel 2026 cerca abiti che cadano bene, di fattura estremamente curata e con materiali di prima qualità, che rispettino la salute e l’ambiente.

I numeri descrivono una trasformazione profonda che registriamo a livello globale – analizza Pino Peluso, Maestro sarto e Segretario Generale della World Federation of Master Tailors (WFMT) –. L’uomo contemporaneo, in particolare la nuova generazione di giovani manager e professionisti che costituisce la classe dirigente di domani, sta sviluppando un rifiuto fisiologico per l’omologazione di massa. Fino a qualche anno fa prevaleva la ricerca della firma in evidenza; oggi osserviamo una richiesta costante di tessuti puri, filati non trattati chimicamente e capi concepiti per durare nel tempo, oltre l’avvicendarsi delle stagioni.

I dati del Centro Studi Confindustria Moda e di Confartigianato tracciano una linea netta: in un comparto maschile italiano che vale oltre 10 miliardi di euro, a fare da traino è proprio la fascia dell’alta qualità e del fatto a mano. In Italia, la clientela che sceglie il su misura sta cambiando pelle: l’incidenza dei giovani manager e professionisti sotto i quarant’anni che si rivolgono all’artigianato d’eccellenza è in costante crescita, spinta dalla ricerca di capi durevoli e dall’esigenza di distinguersi senza ostentazione.

C’è una differenza profonda tra il concetto di lusso esibito e quello di valore durevole – spiega Peluso – quando realizziamo una giacca completamente svuotata o lavoriamo sulla morbidezza della spalla napoletana, non stiamo costruendo un oggetto di consumo, ma una risposta tecnica al bisogno di comfort ed eleganza quotidiana. La vera sostenibilità sta nel creare qualcosa di unico – dettaglia – capace di resistere al tempo. Meno quantità, più identità”.

Il fenomeno trova riscontro anche nell’espansione e nella leadership dei mercati esteri per l’artigianato italiano di alta gamma, con una domanda in costante aumento provenienti da Nord America, Europa ed Emirati Arabi. Un segnale chiaro di come il Made in Italy artigianale rappresenti la vera risorsa strategica per il futuro del settore manifatturiero italiano.

Assistiamo a una riscoperta consapevole del nostro patrimonio artigianale – trasmette il Segretario Generale della WFMT –. Il cliente italiano è storicamente tra i più esigenti al mondo per cultura del tessuto e vestibilità. Ma la vera rivoluzione è veder entrare in sartoria una nuova generazione di giovani che vuole fare un investimento intelligente per indossare capi unici, creati su misura per la propria personalità.

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