Tra settembre 2025 e agosto 2026 registrati 68 episodi negli edifici scolastici. Il rapporto di Cittadinanzattiva segnala anche l’aumento degli infortuni degli studenti e l’esposizione di migliaia di scuole a rischi sismici, idraulici e idrogeologici.
La sicurezza degli edifici scolastici torna al centro dell’attenzione con l’inizio del nuovo anno scolastico. Secondo il XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, tra settembre 2025 e agosto 2026 sono stati registrati 68 crolli nelle scuole italiane, un numero sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente. Gli episodi hanno riguardato soprattutto distacchi di intonaco e calcinacci, oltre a pannelli, controsoffitti, soffitti e solai.
Gli episodi hanno provocato 12 feriti: otto studenti e quattro adulti appartenenti al personale scolastico. Secondo Cittadinanzattiva, fortunatamente, gli episodi di crollo si sono verificati in gran parte durante la notte, nei fine settimana o nei periodi di chiusura delle scuole, limitando così le conseguenze sulle persone. Restano però i danni agli ambienti e agli arredi, oltre alle interruzioni delle attività didattiche.
Edifici vecchi e certificazioni mancanti
Il problema non riguarda soltanto gli episodi di crollo. L’analisi fotografa un patrimonio edilizio scolastico in buona parte datato. Gli edifici scolastici attivi considerati dal rapporto sono 39.351. Per il 15% non è disponibile il dato relativo all’anno di costruzione; tra quelli per cui l’informazione è disponibile, l’età media è di circa 60 anni e il 49% è stato costruito prima del 1976, anno precedente all’entrata in vigore della normativa antisismica.
Particolarmente significativo è anche il dato sulle certificazioni: 23.218 edifici, pari al 59%, non risultano in possesso del certificato di agibilità, mentre 22.968, il 58,36%, non hanno il certificato di prevenzione incendi. Per il collaudo statico la percentuale degli edifici o corpi di fabbrica privi del dato è anch’essa rilevante.
Il rischio non arriva soltanto dai soffitti
La sicurezza delle scuole deve essere valutata anche in relazione al territorio nel quale gli edifici sono costruiti. Secondo il rapporto, 17.408 edifici scolastici, il 44% del totale analizzato, si trovano in zone a elevata sismicità, classificate nelle zone 1 e 2. Tuttavia, soltanto circa il 4% degli edifici ha beneficiato di interventi di adeguamento o miglioramento sismico.
Anche il rischio legato all’acqua e al dissesto del territorio riguarda un numero significativo di strutture. Sono 7.543 gli edifici scolastici, pari al 19,2% del campione, situati in aree caratterizzate da pericolosità idraulica da moderata a elevata. Altri 5.113 edifici, il 13%, ricadono in aree interessate da pericolosità da frana o in aree di attenzione. Il rapporto è stato realizzato incrociando i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica con le mappe ufficiali dell’ISPRA.
Infortuni degli studenti in aumento
Un altro dato riguarda gli infortuni denunciati all’INAIL dagli studenti. Nel 2025 sono state 80.871 le denunce, contro le 77.883 del 2024: un aumento del 3,8%. Il dato è confermato direttamente dall’INAIL, che precisa che si tratta di denunce relative agli studenti.
Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce erano già 47.748, rispetto alle 45.159 dello stesso periodo del 2025. Nello stesso periodo sono stati denunciati anche 10 casi mortali, contro gli otto dei primi cinque mesi dell’anno precedente. Il rapporto sottolinea inoltre che il 97% degli infortuni denunciati nel 2025 è avvenuto durante le normali attività scolastiche, mentre il 3% riguarda gli spostamenti casa-scuola, i cosiddetti infortuni “in itinere”.
È importante, però, non confondere questi dati con i 68 crolli: le denunce INAIL rappresentano il quadro complessivo degli infortuni degli studenti e non sono necessariamente provocate da problemi strutturali degli edifici.
Il caldo diventa una questione di sicurezza
Tra le nuove criticità entra anche il clima. Secondo Cittadinanzattiva, soltanto il 7,4% delle scuole italiane dispone di sistemi di condizionamento o ventilazione. In un contesto caratterizzato da temperature sempre più elevate, le condizioni degli ambienti scolastici diventano quindi un tema che riguarda anche salute e qualità dell’apprendimento.
Il rapporto evidenzia inoltre un’altra emergenza: l’accessibilità. Nonostante gli studenti con disabilità siano quasi 377mila, soltanto il 40% delle scuole risulta accessibile agli alunni con disabilità motoria secondo i dati riportati nel rapporto.
La richiesta di investimenti
Di fronte a questo quadro, Cittadinanzattiva chiede un investimento di 3 miliardi di euro in tre anni per adeguare e mettere in sicurezza le strutture scolastiche. Il rapporto prende in considerazione anche gli interventi finanziati attraverso il PNRR, analizzando 9.527 interventi relativi a mense, palestre e nuove strutture, sulla base di dati aggiornati al 13 giugno 2026.
La fotografia restituita dal rapporto è quindi complessa. I 68 crolli non rappresentano da soli l’intero problema della sicurezza scolastica, ma si inseriscono in un quadro più ampio fatto di edifici anziani, certificazioni mancanti, rischio sismico e idrogeologico, condizioni climatiche difficili e problemi di accessibilità.












