Al Parco Natura Viva di Bussolengo è nato l’unico ippopotamo in Italia negli ultimi cinque anni. Il piccolo, di circa 50 chili, resta sotto la protezione della madre
Ha quasi 55 anni ed è l’ippopotama più anziana d’Europa. Camilla, ospite dal 1976 del Parco Natura Viva di Bussolengo, nel Veronese, ha dato alla luce il suo 15° figlio, in una nascita considerata eccezionale anche per l’età della madre.
Il piccolo, un maschio di circa 50 chili, è l’unico ippopotamo nato in Italia negli ultimi cinque anni. La specie è classificata come vulnerabile nella Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn).
A dieci giorni dalla nascita, il cucciolo trascorre gran parte del tempo in acqua, dove viene allattato dalla madre, e comincia a muovere i primi passi fuori dal laghetto per seguirla. Camilla pesa circa 2.500 chili.
«Camilla è arrivata al Parco Natura Viva nel 1976, appena tre anni dopo l’apertura del primo safari», ricorda Camillo Sandri, direttore zoologico del parco. In cinquant’anni ha seguito l’evoluzione della struttura e ha già allevato 14 piccoli. La gravidanza è durata circa otto mesi e il parto è avvenuto autonomamente in acqua. Nei primi tre giorni Camilla non si è allontanata dal laghetto; ha iniziato a uscire per alimentarsi quando il piccolo è stato in grado di seguirla, nonostante i primi passi ancora incerti.
L’acqua rappresenta per gli ippopotami un ambiente particolarmente importante. Quando il cucciolo è stanco, la madre si immobilizza e gli offre il muso come appoggio, consentendogli di restare a galla senza fatica. Madre e figlio possono così trascorrere molte ore in superficie, anche per proteggersi dal sole e mantenere la temperatura corporea.
Camilla e il piccolo vivono insieme al resto della famiglia e a un gruppo di antilopi nyala, che ha a sua volta due nuovi nati. Per le prossime settimane, però, nessuno potrà avvicinarsi al nuovo arrivato, né in acqua né sulla terraferma.
In natura l’ippopotamo continua a essere minacciato dalla perdita e dalla frammentazione degli habitat di acqua dolce, dall’inquinamento, dalle attività estrattive e dalla caccia. Tra le pressioni sulla specie c’è anche il commercio internazionale di parti e derivati, legato soprattutto ai grandi canini e incisivi.
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