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8 Settembre 2026
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Meduse nel Cilento, invasione di Cassiopea lungo la costa

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Meduse nel Cilento, invasione di Cassiopea lungo la costa

Una massiccia presenza di meduse Cassiopea è stata segnalata nelle acque del Cilento negli ultimi giorni. Il fenomeno, osservato inizialmente nel settore settentrionale della costa a partire da Agropoli, interessa ora anche le località più a sud, con avvistamenti segnalati nelle acque di Palinuro e Marina di Camerota.

Bagnanti e diportisti riferiscono la presenza di numerosi esemplari, facilmente riconoscibili anche dalla superficie e distribuiti in diversi punti del litorale.

La specie indicata comunemente con il nome di Cassiopea è la Cotylorhiza tuberculata, nota anche come “medusa uovo fritto” per il suo aspetto caratteristico.

Cos’è la medusa Cassiopea e quanto è urticante

La Cotylorhiza tuberculata presenta un ombrello appiattito di colore biancastro o giallastro e una protuberanza centrale più scura che ricorda il tuorlo di un uovo.

Può raggiungere dimensioni di circa 30 centimetri di diametro e possiede numerose appendici corte e ramificate, differenti dai lunghi tentacoli filamentosi caratteristici di altre specie.

La Cassiopea è un organismo autoctono del Mediterraneo e la sua presenza non indica quindi l’arrivo di una specie aliena o invasiva.

Gli avvistamenti tendono a concentrarsi proprio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, rendendo il fenomeno naturale e ricorrente nelle acque mediterranee.

Per i bagnanti l’aspetto più importante riguarda la capacità urticante. Questa medusa è generalmente considerata poco urticante, soprattutto rispetto a specie come la Pelagia noctiluca.

Il contatto può tuttavia provocare un lieve pizzicore o reazioni nei soggetti più sensibili. Per prudenza è quindi consigliabile evitare di toccare direttamente gli esemplari. In caso di contatto, è indicato risciacquare la parte interessata con acqua di mare.

Perché le Cassiopee aumentano a fine estate

La presenza di numerosi esemplari è favorita anche dalle condizioni dell’acqua. Queste meduse prediligono infatti fondali bassi, acque calme e zone ben illuminate, caratteristiche presenti in numerose insenature e aree costiere del Cilento.

Le Cassiopee possono vivere adagiate sul fondale in una posizione particolare, apparentemente “a testa in giù”. Una caratteristica collegata alla relazione simbiotica con alghe fotosintetiche presenti nei loro tessuti, che necessitano della luce per svilupparsi.

Questi organismi svolgono inoltre un ruolo nell’ecosistema marino, contribuendo alle dinamiche naturali dell’ambiente e offrendo riparo anche a piccoli pesci tra le proprie appendici.

Per questo motivo è opportuno non catturare, rimuovere o maltrattare le meduse. La presenza osservata in questi giorni da Agropoli fino a Palinuro e Marina di Camerota, per quanto particolarmente evidente, rientra nei fenomeni naturali che possono interessare il Mediterraneo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

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