Templi, antiche città, santuari e testimonianze di una civiltà che ha lasciato un’impronta profonda nella storia della Campania. È un viaggio sulle tracce dei Greci che, a partire dall’VIII secolo a.C., fondarono colonie lungo le coste della regione, dando vita a importanti centri della Magna Grecia.
La prima tappa è Cuma, nei Campi Flegrei. Fondata da coloni provenienti dall’Eubea nella seconda metà dell’VIII secolo a.C., è considerata dal Parco archeologico la prima colonia greca di popolamento nell’Occidente mediterraneo. Dalla città si diffusero nella penisola anche elementi fondamentali della cultura greca, tra cui l’alfabeto. Oggi dell’antica Cuma sono visitabili l’acropoli e la città bassa.
Scendendo verso sud si arriva a Paestum, l’antica Poseidonia. La città fu fondata intorno al 600 a.C. da coloni provenienti da Sibari. Il suo simbolo sono i tre grandi templi dorici, costruiti tra il VI e il V secolo a.C., tra gli edifici templari meglio conservati dell’antichità classica. L’area archeologica permette ancora oggi di riconoscere la struttura della polis, con santuari, spazi pubblici, strade e abitazioni.
Non lontano da Paestum, alla foce del fiume Sele, si trova inoltre un importante santuario dedicato a Hera. Il luogo costituiva il limite settentrionale del territorio controllato da Poseidonia e rappresentava anche una zona di contatto tra il mondo greco e quello etrusco.
Il viaggio prosegue nel Cilento con Velia, l’antica Elea, fondata intorno al 540 a.C. da esuli provenienti dalla città greca di Focea, nell’attuale Turchia. Qui nacque la celebre scuola filosofica eleatica, legata soprattutto a Parmenide e Zenone. Le rovine della città si estendono oggi tra la macchia mediterranea e gli uliveti, con le antiche mura e l’acropoli ancora riconoscibili.
Il patrimonio greco della Campania non è quindi concentrato in un solo sito. Da Cuma a Paestum e fino a Velia, i resti archeologici raccontano una storia fatta di migrazioni, commerci, culti e incontri tra popolazioni diverse. È una presenza che, dopo più di duemila anni, continua a essere leggibile nel paesaggio campano: nei grandi templi di Paestum, nelle mura di Velia e nell’acropoli di Cuma, dove la storia della Magna Grecia è ancora visibile a pochi passi dal mare.












