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6 Ottobre 2026
6 Ottobre 2026

Capaccio Paestum, opere da demolire: il Comune va al Tar

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Capaccio Paestum, opere da demolire: il Comune va al Tar

Il Comune di Capaccio Paestum ha deciso di costituirsi davanti al Tar nel giudizio promosso dalla società destinataria di un’ordinanza di demolizione relativa ad alcune strutture esterne di un locale situato in via Tavernelle, nell’area archeologica. Al centro del contenzioso c’è il provvedimento comunale del 18 giugno 2026 che imponeva la rimozione delle opere entro 90 giorni e il ripristino dello stato dei luoghi.

L’amministrazione comunale ha scelto di resistere al ricorso e di sostenere davanti al giudice amministrativo le ragioni alla base dell’ordinanza.

La rappresentanza dell’ente sarà affidata all’avvocatura civica, con l’avvocato Raffaele Carpinelli.

Le contestazioni presentate contro l’ordinanza

La società interessata dal provvedimento ha impugnato l’atto comunale sollevando diverse contestazioni.

Tra gli aspetti indicati nel ricorso figura la presunta avvenuta rimozione di alcune delle opere inizialmente comprese nell’ordinanza. I ricorrenti contestano inoltre la qualificazione attribuita dal Comune alle strutture rimaste nell’area esterna del ristorante, sostenendo la loro riconducibilità ad attività di edilizia libera.

Ulteriori rilievi riguardano l’istruttoria svolta dall’amministrazione e le motivazioni poste alla base dell’ordine di demolizione.

Sono stati contestati anche l’individuazione catastale delle opere, alcuni profili di carattere paesaggistico e quella che i ricorrenti ritengono essere una disparità di trattamento rispetto ad altri interventi presenti nella stessa zona.

Scaduto il termine dei 90 giorni

Il Comune ha deciso di resistere al ricorso, ritenendo necessario rappresentare davanti al giudice amministrativo le proprie ragioni.

Parallelamente resta da verificare la situazione materiale delle opere interessate dall’ordinanza. Il provvedimento era stato notificato il 19 giugno 2026 e prevedeva 90 giorni per procedere alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.

Il termine è scaduto il 17 settembre 2026.

L’amministrazione dovrà quindi verificare l’eventuale inottemperanza all’ordine impartito, tenendo però conto di quanto sostenuto dai ricorrenti circa la rimozione già avvenuta di alcune strutture.

Per le opere ancora presenti saranno determinanti anche gli esiti delle verifiche tecniche. Il procedimento davanti al Tar e gli accertamenti sul posto rappresentano dunque i due fronti sui quali prosegue la vicenda amministrativa relativa alle strutture esterne del locale nell’area archeologica di Capaccio Paestum.

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