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9 Ottobre 2026
9 Ottobre 2026

Agricoltura, Confcooperative Campania: «Costi in aumento, a rischio la continuità delle imprese»

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Agricoltura, Confcooperative Campania: «Costi in aumento, a rischio la continuità delle imprese»

Il caro carburanti e l’aumento dei costi di produzione tornano al centro delle preoccupazioni del comparto agricolo campano. Confcooperative Agroalimentare e Pesca Campania chiede interventi urgenti a sostegno delle imprese, evidenziando le difficoltà legate ai rincari accumulati negli ultimi anni e alla difficoltà di recuperare le spese attraverso i prezzi di vendita.

A lanciare l’allarme è Mariano Rago, presidente regionale dell’organizzazione, che sottolinea come molte aziende abbiano assorbito l’aumento degli oneri produttivi senza un adeguato riconoscimento economico delle proprie produzioni. Una situazione che, secondo Rago, mette a rischio la continuità di diverse attività agricole.

L’organizzazione sostiene la partecipazione alla manifestazione promossa dal Comitato Agricoltori Avellinesi, prevista per sabato 10 ottobre in piazza Libertà ad Avellino.

A pesare sui bilanci aziendali sono i costi di fertilizzanti, sementi, prodotti per la difesa delle colture, materiali per gli imballaggi, energia e trasporti. A questi si aggiungono gli effetti degli eventi climatici e le difficoltà specifiche dei diversi mercati agricoli.

Secondo i dati ISTAT richiamati da Confcooperative, nel 2022 i prezzi dei beni e servizi utilizzati in agricoltura in Italia sono aumentati del 25,3% rispetto all’anno precedente, con incrementi del 63,4% per i fertilizzanti e del 49,7% per i prodotti energetici. Nel 2025, sempre secondo i dati citati dall’organizzazione, i costi dei beni e servizi impiegati in agricoltura sono cresciuti del 5,1% in Campania, a fronte dell’1% registrato a livello nazionale.

Le difficoltà, sottolinea Confcooperative, interessano diverse filiere regionali. Nel settore vitivinicolo, le tensioni di mercato e le giacenze di prodotto hanno portato la Regione a chiedere l’attivazione della distillazione di crisi. Nell’olivicoltura, la flessione dei prezzi nel 2026 si aggiunge ai costi di raccolta e trasformazione. Criticità riguardano inoltre la frutta a guscio, la castanicoltura, la frutticoltura, l’agrumicoltura, l’orticoltura, il florovivaismo e le produzioni cerealicole, oltre alla zootecnia e alle filiere lattiero-casearie, compresa quella bufalina.

Per affrontare la situazione, l’organizzazione sollecita la Regione Campania ad avviare un confronto con le rappresentanze agricole e cooperative e con gli operatori della trasformazione e della distribuzione. Tra le priorità indicate figurano misure a sostegno della liquidità, una maggiore tempestività nell’erogazione degli aiuti, strumenti accessibili per la gestione dei rischi climatici e condizioni commerciali che tengano conto dei costi sostenuti dalle aziende.

Confcooperative evidenzia anche il ruolo delle cooperative nell’aggregazione dell’offerta, nella programmazione delle produzioni e nel rafforzamento della capacità contrattuale degli agricoltori.

«Tutelare il reddito delle imprese significa garantire continuità produttiva, occupazione e presidio del territorio», conclude Rago, chiedendo l’individuazione di priorità, responsabilità e tempi certi per gli interventi.

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