Dall’eredità romana alla chiesa di Santa Sofia, patrimonio Unesco, fino al mito delle streghe e ai prodotti tipici del Sannio: un itinerario alla scoperta del capoluogo sannita
Un arco monumentale che racconta la grandezza dell’Impero romano, una chiesa che custodisce l’eredità dei Longobardi, un teatro antico ancora capace di evocare la vita di duemila anni fa e una leggenda che ha attraversato i secoli, fino a diventare parte dell’identità cittadina. Benevento è una destinazione da scoprire a piedi, seguendo le tracce delle diverse civiltà che hanno segnato la storia del Sannio.
Lontana dai circuiti turistici più affollati della Campania, la città offre un itinerario adatto anche a una gita di un giorno, tra monumenti, vicoli del centro storico, musei e tradizioni gastronomiche. Ecco cosa vedere per conoscere alcuni dei suoi luoghi più significativi.
L’Arco di Traiano, il monumento simbolo della città
La prima tappa è l’Arco di Traiano, uno dei monumenti romani meglio conservati nel suo genere. Alto circa 15,6 metri, fu realizzato tra il 114 e il 117 dopo Cristo per celebrare l’imperatore Traiano e la nuova via Traiana, importante collegamento tra Benevento e Brindisi.
Il monumento colpisce per la ricchezza dei rilievi marmorei, che raffigurano episodi della vita pubblica dell’imperatore, imprese militari, scene religiose e interventi a favore della popolazione. Le decorazioni permettono di leggere nella pietra il messaggio politico e celebrativo del potere romano.
Una particolarità riguarda la disposizione delle immagini: sul lato rivolto verso la campagna prevalgono le scene legate alle conquiste e alle campagne militari, mentre quello verso la città celebra soprattutto la pace e l’attività civile dell’imperatore.
Nel Medioevo l’arco venne inglobato nella cinta muraria e utilizzato come porta urbana, assumendo anche una funzione difensiva. Oggi è il punto di partenza ideale per esplorare il centro storico e comprendere il ruolo strategico che Benevento ebbe nei collegamenti dell’Italia antica.
Il Teatro Romano, una testimonianza della vita antica
Proseguendo nell’itinerario si raggiunge il Teatro Romano, costruito tra la fine del I e l’inizio del II secolo dopo Cristo e inaugurato, secondo le ricostruzioni storiche, intorno al 125-128 durante il regno dell’imperatore Adriano.
La struttura, che poteva accogliere migliaia di spettatori, conserva una parte significativa della cavea e delle arcate in pietra. In origine era dotata di una scenografia monumentale, decorazioni marmoree e ambienti destinati alle rappresentazioni.
Con il declino della città antica, il teatro perse progressivamente la propria funzione e l’area venne trasformata in un quartiere abitato. La riscoperta del monumento avvenne in età moderna, prima dei successivi interventi che ne hanno consentito il recupero.
La visita permette di immaginare la dimensione pubblica della Benevento romana, quando spettacoli e manifestazioni costituivano una componente centrale della vita urbana. Il teatro continua inoltre a essere utilizzato per iniziative culturali e spettacoli, mantenendo un legame tra la sua funzione originaria e la vita contemporanea.
Santa Sofia, il tesoro longobardo riconosciuto dall’Unesco
Dal mondo romano si passa a quello medievale con la chiesa di Santa Sofia, uno dei principali monumenti di Benevento. Fondata nell’VIII secolo durante il ducato longobardo, rappresenta una testimonianza significativa dell’architettura altomedievale in Italia.
L’edificio si distingue per la pianta articolata, gli spazi interni e le soluzioni architettoniche che riflettono una fase complessa della storia artistica europea, nella quale si incontrarono tradizioni romane, influenze bizantine e nuove forme espressive.
La chiesa fa parte del sito seriale Unesco «I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)», riconoscimento che comprende testimonianze fondamentali della presenza longobarda nella penisola.
Da non trascurare è il complesso monumentale annesso, con il chiostro e gli spazi museali che consentono di approfondire la storia religiosa e culturale della città. La tappa offre anche l’occasione di passeggiare nel centro storico, tra palazzi, piazze e strade che conservano le tracce delle diverse epoche.
La leggenda delle streghe e il mistero del noce
Benevento è conosciuta anche come la città delle streghe. Una fama che affonda le radici in racconti popolari, tradizioni religiose e narrazioni tramandate nei secoli.
Secondo una leggenda, le streghe si riunivano di notte intorno a un grande noce sulle rive del fiume Sabato, dando vita a rituali misteriosi e danze notturne. Il racconto è stato associato anche alla storia di san Barbato, vescovo che, secondo la tradizione, avrebbe contrastato antichi culti legati ai Longobardi.
La leggenda si sviluppò nel corso del Medioevo e venne successivamente arricchita da racconti e interpretazioni letterarie. Non si tratta di una cronaca storica documentata, ma di una tradizione che ha contribuito profondamente all’immaginario della città.
Il mito è ancora oggi parte dell’identità beneventana e ha ispirato produzioni culturali, racconti e iniziative turistiche. A richiamarlo è anche il nome del celebre liquore Strega, prodotto a Benevento dal 1860 e diventato uno dei simboli gastronomici del territorio.
La storia delle streghe rappresenta così un punto d’incontro tra folklore, memoria collettiva e promozione culturale, offrendo ai visitatori un modo diverso di conoscere la città.
Sapori del Sannio, dalla cucina tradizionale al liquore Strega
Una giornata a Benevento non può concludersi senza una sosta gastronomica. La cucina locale è legata alle tradizioni contadine del Sannio e valorizza prodotti del territorio, ricette stagionali e preparazioni tramandate nel tempo.
Tra i piatti da cercare nei menu della cucina tradizionale c’è il cardone, una preparazione a base di cardi, spesso presente sulle tavole delle festività natalizie. Da provare anche la pasta fresca della tradizione sannita, accompagnata da condimenti semplici e ingredienti locali.
Il territorio è noto inoltre per la produzione di vini, tra cui la Falanghina del Sannio e l’Aglianico del Taburno, espressioni di una viticoltura che rappresenta una componente importante dell’economia e della cultura locale.
Per concludere il percorso si può scegliere un dolce tradizionale oppure assaggiare il liquore Strega, nato nel 1860 dall’iniziativa di Giuseppe Alberti. La ricetta utilizza una miscela di erbe e spezie e il prodotto deve il proprio nome proprio alla leggenda delle streghe beneventane.












