Individuare un percorso istituzionale condiviso per tutelare il punto nascita dell’ospedale di Sapri e rafforzare l’assistenza sanitaria nel Golfo di Policastro. È quanto emerso dalla riunione del Comitato dei sindaci del distretto sanitario 71, svoltasi ieri pomeriggio nella Sala “Caduti di Nassiriya”, con la partecipazione di amministratori locali e consiglieri regionali.
All’incontro, guidato dal sindaco di Sapri, Antonio Gentile, hanno preso parte, tra gli altri, gli amministratori Domenico Bianco, Gerardina Madonna, Pernicola Lovisi e Fabrizio Valioni, oltre ai consiglieri regionali Andrea Volpe, Giovanni Maria Cuofano, Franco Picarone e Corrado Matera. Presente una delegazione del Partito socialista italiano del Golfo di Policastro, con il segretario e il vicesegretario della sezione di Sapri, Antonio Pisani e Vito Antonio Martino, l’assessore di Vibonati Annamaria Maiorano e il vicesindaco di San Giovanni a Piro Pasquale Sorrentino.
Al centro del confronto, le iniziative istituzionali e amministrative da intraprendere dopo la sentenza del Tar sulla vicenda del punto nascita. I rappresentanti socialisti hanno sottolineato la necessità di un’intesa tra Regione, amministrazioni locali e istituzioni per evitare un ulteriore indebolimento dei servizi sanitari nelle aree interne.
Secondo il Psi, la chiusura del reparto potrebbe accentuare la mobilità sanitaria passiva, costringendo le famiglie a rivolgersi a strutture di altri territori, anche fuori dalla Campania, con ricadute economiche e sociali. Nel comunicato si richiama inoltre il divario tra le risorse del Fondo sanitario nazionale destinate alla Campania, indicate in 2.173 euro per abitante, e la media nazionale di circa 2.218 euro.
Il partito ha confermato il sostegno al Comitato di lotta, rappresentato a Napoli dal presidente Luciano De Geronimo e da Giuseppe Di Vita e Giulio Magurno, insieme alle organizzazioni sindacali presenti, tra cui Cgil e Cisl. La richiesta è di avviare una sperimentazione nazionale, attraverso una nuova delibera regionale, anziché ricorrere a una deroga isolata per il presidio di Sapri.
Nel documento vengono citati anche i casi di Cavalese, in Trentino, della Maddalena, in Sardegna, di Domodossola, in Piemonte, e di Portogruaro, in Veneto, come esempi di realtà territoriali interessate dal dibattito sulla riorganizzazione dei punti nascita.
Il Psi ha infine espresso fiducia nella giunta regionale della Campania e nel presidente Roberto Fico, sollecitando anche un impegno del governo e delle forze di centrodestra. Al centro della richiesta, il superamento dei vincoli del decreto Balduzzi del 2012, che disciplina anche i requisiti per il mantenimento dei punti nascita e prevede la possibilità di valutare deroghe attraverso la Conferenza Stato-Regioni.
La questione, secondo i socialisti, riguarda non soltanto il presidio di Sapri, ma il futuro dell’assistenza sanitaria nelle aree interne, in un contesto segnato dal calo delle nascite e dalle difficoltà di accesso ai servizi.












