Niente riapertura, almeno per il momento, per il McDonald’s di Villammare. Il Tribunale del Riesame di Potenza ha confermato il sequestro preventivo del locale, respingendo il ricorso presentato dalla società che gestisce l’attività. Restano, secondo i giudici, gli elementi che sostengono l’ipotesi di lottizzazione abusiva e le esigenze cautelari alla base del provvedimento. Lo riporta SapriLive.
Il sequestro era stato disposto dal Gip di Lagonegro il 15 settembre e materialmente eseguito il giorno successivo dai carabinieri della Stazione di Vibonati, guidati dal maresciallo Francesco Barile, insieme al Nucleo ispettorato del lavoro di Salerno. Il provvedimento aveva riguardato il fast food, inaugurato nel giugno scorso al confine con Sapri, e un’area di circa 11.700 metri quadrati in località Oliveto.
Nel perimetro sottoposto a vincolo rientrano anche la viabilità, i parcheggi e un secondo lotto sul quale era prevista la realizzazione di un relais. Sono otto le persone iscritte nel registro degli indagati, tra tecnici e imprenditori, nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Lagonegro.
Al centro della valutazione del Riesame c’è la destinazione urbanistica dei terreni interessati dall’intervento. L’area su cui è stato realizzato il ristorante ricade prevalentemente in zona C4, classificata dal Piano regolatore come destinata a insediamenti turistico-ricettivi.
Secondo la ricostruzione dei giudici, il punto vendita avrebbe caratteristiche di autonomia commerciale e non risulterebbe funzionalmente collegato a una struttura alberghiera. Nel provvedimento viene inoltre evidenziata la mancata predisposizione del Piano urbanistico attuativo ritenuto necessario, oltre alla presenza di particelle destinate alla viabilità e ai parcheggi ricadenti anche in zona F2.
Per il Collegio, il fast food e il progetto del relais sarebbero riconducibili a un’unica trasformazione urbanistica. Una valutazione che ha portato alla conferma integrale del sequestro già disposto dal Gip.
La decisione del Riesame mantiene dunque il locale sotto sigillo, impedendone la riapertura, mentre l’inchiesta della Procura prosegue per chiarire le eventuali responsabilità. Le contestazioni restano allo stato delle indagini e dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.












