Lunedì 26 ottobre, a partire dalle ore 10, in piazza Amendola, la Fillea CGIL Salerno ha organizzato un nuovo presidio dei lavoratori di nazionalità egiziana sospesi dalle attività nel cantiere del lotto 1 Battipaglia–Romagnano, presso il campo base di Campagna. La mobilitazione si inserisce in una vertenza che nelle scorse settimane ha già visto il sindacato impegnato in iniziative di protesta e interlocuzioni istituzionali per rivendicare la tutela occupazionale, il pagamento delle spettanze arretrate e il rispetto delle condizioni contrattuali dei lavoratori.
A comunicare formalmente lo svolgimento del presidio alla Prefettura di Salerno è stato Vito Grieco, segretario generale della Fillea CGIL Salerno, che torna a chiedere risposte concrete sulla situazione dei lavoratori coinvolti.
«Non è accettabile che, mentre si realizzano infrastrutture strategiche per il futuro del Mezzogiorno, chi contribuisce materialmente alla loro costruzione debba vivere nell’incertezza del proprio futuro lavorativo. Parliamo di persone che hanno prestato la propria attività in un cantiere importante e che oggi chiedono semplicemente di conoscere quale sarà il loro destino occupazionale» dichiara Grieco.
Per la Fillea CGIL Salerno, la sospensione dei lavoratori non può tradursi in una condizione di precarietà senza prospettive. Il sindacato ribadisce la necessità di garantire continuità occupazionale, piena tutela dei diritti e il rispetto degli impegni assunti nell’ambito della realizzazione dell’opera.
«Abbiamo già portato questa vertenza all’attenzione delle istituzioni e continueremo a farlo fino a quando non arriveranno risposte. Non possono essere i lavoratori, peraltro stranieri e spesso in condizioni di maggiore vulnerabilità, a pagare il prezzo delle criticità che interessano la gestione degli appalti e dei cantieri. Chiediamo che vengano individuate soluzioni concrete per salvaguardare l’occupazione e garantire tutte le spettanze dovute» prosegue il segretario generale della Fillea Cgil Salerno che richiama, l’attenzione sull’importanza dell’applicazione del Protocollo di legalità e sul rispetto delle garanzie previste per i lavoratori impiegati lungo la filiera degli appalti e dei subappalti.
«L’alta velocità deve rappresentare un’opportunità di sviluppo per il territorio, ma anche un modello di lavoro regolare, sicuro e dignitoso. Non può esserci progresso infrastrutturale senza il rispetto delle persone che quelle infrastrutture le costruiscono. Lunedì saremo ancora una volta al fianco dei lavoratori, davanti alla Prefettura, perché nessuno venga lasciato indietro» conclude Grieco.












