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24 Ottobre 2026
24 Ottobre 2026

In Italia la corsa all’auto elettrica non decolla, ECCO: 445mila vetture contro 4,3 milioni attese

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In Italia la corsa all’auto elettrica non decolla, ECCO: 445mila vetture contro 4,3 milioni attese

L’Italia è ancora lontana dagli obiettivi di diffusione delle auto elettriche fissati al 2030. È quanto emerge dall’analisi di ECCO, il think tank italiano per il clima, nell’ambito del monitoraggio dell’avanzamento del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC). Ad agosto 2026, nel nostro Paese circolavano circa 445mila auto elettriche, a fronte di un traguardo di 4,3 milioni di vetture entro la fine del decennio. Il risultato corrisponde a poco più del 10% dell’obiettivo previsto.

Il divario evidenzia le difficoltà dell’Italia nel rendere strutturale la crescita della mobilità a zero emissioni allo scarico. Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, la diffusione delle auto elettriche continua a essere limitata e il ritmo di crescita appare insufficiente rispetto al percorso delineato dal PNIEC.

Incentivi e mercato: la crescita non basta

Un elemento centrale riguarda l’efficacia delle misure di sostegno alla domanda. Gli incentivi hanno contribuito a sostenere le immatricolazioni, portando la quota delle auto elettriche sul totale delle nuove registrazioni al 9% nel periodo di ripresa tra la fine del 2025 e il 2026. Un dato che resta tuttavia distante dalla media europea, indicata al 22%.

La ripresa, inoltre, non si è consolidata dopo la conclusione degli incentivi a giugno 2026, quando il mercato è tornato sui livelli precedenti. Un andamento che mette in evidenza i limiti di interventi temporanei, se non accompagnati da politiche continuative e da condizioni economiche favorevoli alla scelta dell’auto elettrica.

Il nodo della transizione energetica

Per accelerare la decarbonizzazione dei trasporti non basta intervenire sulla domanda attraverso bonus e agevolazioni. Occorre affrontare anche i fattori che incidono sul costo di utilizzo dei veicoli elettrici e sulla convenienza complessiva del passaggio dalla motorizzazione tradizionale a quella elettrica.

Tra i temi indicati da ECCO figura il riequilibrio della fiscalità energetica, con particolare attenzione al peso degli oneri e delle imposte sull’elettricità rispetto a quelli applicati al gas. Un sistema più coerente con gli obiettivi climatici contribuirebbe a rendere maggiormente conveniente l’elettrificazione dei consumi, compresi quelli legati alla mobilità.

Il ritardo del settore dei trasporti si inserisce, inoltre, in un quadro più ampio di difficoltà nell’attuazione degli obiettivi climatici nazionali. La riduzione delle emissioni richiede interventi coordinati, risorse adeguate e una pianificazione capace di garantire continuità nel tempo.

La sfida al 2030

Con circa 445mila auto elettriche in circolazione e un obiettivo di 4,3 milioni entro il 2030, la distanza da colmare resta considerevole. Per avvicinarsi al traguardo sarà necessario aumentare sensibilmente il ritmo di diffusione dei veicoli elettrici, sostenendo il mercato con misure stabili e rendendo più favorevole il contesto economico ed energetico.

Il quadro delineato da ECCO richiama quindi l’attenzione sulla necessità di passare dagli interventi emergenziali a una strategia di lungo periodo. La mobilità elettrica rappresenta una componente importante della transizione energetica, ma il raggiungimento degli obiettivi del PNIEC dipenderà dalla capacità delle politiche pubbliche di tradurre gli impegni climatici in risultati concreti.

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