Si terranno questa mattina alle 10, nella chiesa di San Bartolomeo a Giovi, i funerali di Ferdinando Gallo, l’operaio di 57 anni morto giovedì pomeriggio in un incidente sul lavoro nella cava del Cernicchiara, a Salerno. La Procura ha disposto la restituzione della salma alla famiglia dopo l’esecuzione dell’autopsia, mentre proseguono le indagini per ricostruire le cause del ribaltamento del muletto che ha provocato la morte del lavoratore.
Nel fascicolo aperto dalla Procura di Salerno risulta al momento un solo indagato: il responsabile della sicurezza del cantiere ItalSud, raggiunto da un avviso di garanzia per l’ipotesi di omicidio colposo.
L’uomo è assistito dall’avvocato Raffaele Tecce. La moglie e i due figli della vittima sono invece rappresentati dall’avvocato Antonello Santoro.
L’autopsia e le indagini sulla sicurezza nella cava
Il pubblico ministero Alessandro Di Vico, titolare dell’inchiesta, ha autorizzato la restituzione della salma dopo l’esame autoptico eseguito dal medico legale Francesco Buono.
I risultati definitivi dell’accertamento saranno depositati entro novanta giorni e confluiranno nel fascicolo investigativo.
Secondo le prime indicazioni emerse dopo l’autopsia, il decesso sarebbe stato provocato dai gravi traumi da schiacciamento riportati in seguito al ribaltamento del mezzo meccanico.
Per una conferma ufficiale sarà necessario attendere le conclusioni del consulente medico-legale.
Gli investigatori dovranno accertare se l’incidente sia stato determinato da circostanze imprevedibili oppure se possano emergere eventuali responsabilità connesse al rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro.
L’avviso di garanzia notificato al responsabile della sicurezza costituisce un atto nell’ambito dell’indagine e non rappresenta un accertamento di colpevolezza.
Gli elementi raccolti dalla squadra Volanti della Questura di Salerno, diretta dal vicequestore Lara Cianciulli, e dal personale del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Asl saranno utilizzati per ricostruire la dinamica.
Ulteriori approfondimenti riguarderanno il muletto, posto sotto sequestro dopo l’incidente, i rilievi effettuati nel piazzale della cava e le testimonianze dei colleghi presenti.
Il ribaltamento del muletto e il dolore della comunità
La tragedia si è consumata giovedì, tra le 14 e le 14.30, all’interno dello stabilimento estrattivo ItalSud.
Secondo le prime testimonianze raccolte dalla polizia, Ferdinando Gallo, lavoratore esperto nelle manovre con mezzi meccanici, stava effettuando alcune operazioni alla guida di un muletto.
Per cause ancora da chiarire, il mezzo si è ribaltato, schiacciando il 57enne.
I colleghi hanno immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi, ma il personale del 118, giunto sul posto, non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
La salma è rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria fino al completamento degli accertamenti medico-legali, per poi essere trasferita nella casa del commiato di via San Leonardo.
Qui familiari, amici e conoscenti hanno raggiunto i parenti dell’operaio per esprimere vicinanza e rendere omaggio alla sua memoria.
A Giovi, dove Gallo era molto conosciuto, la notizia della morte ha suscitato profondo dolore.
Chi lo conosceva lo descrive come una persona allegra, amante della compagnia e della buona cucina, ma soprattutto come un lavoratore scrupoloso ed esperto, profondamente legato alla famiglia.
Il pensiero della comunità è rivolto ai genitori, alla moglie e ai due figli del 57enne.
Questa mattina l’ultimo saluto nella chiesa di San Bartolomeo, mentre l’inchiesta giudiziaria proseguirà per chiarire le circostanze della tragedia e verificare eventuali responsabilità.












