Il Tribunale di Salerno ha disposto la sospensione temporanea degli incontri in presenza tra un padre e i suoi tre figli, di 10, 9 e 6 anni, nell’ambito di un procedimento di separazione giudiziale caratterizzato da presunti episodi di violenza domestica. La decisione è arrivata dopo che i giudici della sezione Famiglia hanno esaminato 37 filmati registrati dalle telecamere di un bar nel quartiere Pastena, gestito dalla coppia.
Le immagini documenterebbero aggressioni fisiche del marito nei confronti della moglie, avvenute in alcune circostanze anche davanti ai bambini.
La donna, assistita dall’avvocato Lucia Vicinanza, non ha presentato denunce penali nei confronti del marito. I video sono stati invece prodotti nel procedimento civile di separazione, diventando elementi centrali nella valutazione del collegio.
Trentassette filmati delle presunte aggressioni
Le registrazioni provengono da due telecamere installate all’interno dell’attività commerciale, una nella sala e l’altra nella cucina.
Nei filmati, secondo quanto emerso nel procedimento, si vedrebbero schiaffi, pugni, strattonamenti e mani strette intorno al collo della donna. Le immagini mostrerebbero anche momenti di forte tensione, con sedie rovesciate durante le liti.
Particolarmente significativo è un episodio nel quale uno dei bambini assiste a una discussione tra i genitori e tenta di intervenire per fermarla.
Il materiale è stato depositato nell’ambito del ricorso per separazione giudiziale presentato il primo giugno dall’avvocato Vicinanza.
La documentazione ha portato il Tribunale a valutare la situazione familiare non come una semplice conflittualità tra coniugi, ma come un contesto nel quale sarebbero emersi comportamenti fisicamente aggressivi.
Il collegio ha sottolineato che l’assenza di denunce, certificati medici o precedenti interventi delle forze dell’ordine non impedisce al giudice civile di considerare le condotte documentate attraverso le registrazioni.
L’obiettivo del procedimento, in questa fase, non è accertare eventuali responsabilità penali, ma verificare se la frequentazione del padre possa avvenire in condizioni compatibili con la sicurezza e il benessere dei minori.
Incontri sospesi e sostegno psicologico per i bambini
Il 27 agosto, dopo aver ascoltato entrambi i coniugi ed esaminato le immagini, il Tribunale ha adottato un provvedimento temporaneo disponendo la sospensione degli incontri in presenza tra il padre e i tre figli.
La decisione è stata assunta prima dell’udienza successiva, alla luce degli elementi già acquisiti.
Il collegio ha inoltre stabilito la nomina di un curatore speciale per i minori, l’acquisizione di una relazione dei servizi sociali e l’avvio di un percorso di sostegno psicologico.
La madre ha riferito che i figli manifesterebbero disagio quando viene prospettata la possibilità di incontrare il padre.
L’uomo, da parte sua, ha chiesto al Tribunale un intervento per riprendere la frequentazione dei bambini e consentire loro di mantenere rapporti anche con i nonni e gli altri familiari paterni.
I giudici, tuttavia, hanno ritenuto che allo stato attuale non vi siano le condizioni per imporre un riavvicinamento.
Saranno ora gli approfondimenti dei servizi sociali, del curatore speciale e degli specialisti a fornire ulteriori elementi sulla situazione dei tre minori.
Le valutazioni serviranno a comprendere le ragioni del disagio manifestato dai bambini e a individuare le eventuali condizioni necessarie per ripristinare in futuro gli incontri con il padre.
Il provvedimento resta di natura temporanea e riguarda esclusivamente la tutela dei minori nell’ambito del procedimento civile. Non costituisce un accertamento definitivo di responsabilità penale.












