Sabato 7 novembre, alle ore 19.00, presso l’associazione culturale ART.TRE, in vicolo San Bonosio 7 a Salerno, sarà inaugurata la mostra fotografica del fotoreporter palestinese Hamed Sbeata, promossa da ART.TRE e Donne di carta APS, con il contributo della FISAC CGIL Salerno.
“Un, due, tre… stella!” è un gioco che appartiene alla memoria di generazioni di bambini. Si corre, ci si arresta, si aspetta di poter ripartire. Ma basta sostituire una parola, “stella” con “bomba”, perché quella stessa conta riveli, per contrasto, tutta la mostruosità di ciò che accade a Gaza.
Un titolo che incrina deliberatamente l’innocenza di un gioco per denunciare la violenza esercitata contro l’infanzia palestinese. È a quell’infanzia, alla sua quotidianità sconvolta ma non cancellata, che Hamed Sbeata ha scelto di dedicare il suo lavoro fotografico.
Nato a Gaza nel 2001, Sbeata documenta il genocidio del proprio popolo. Le sue fotografie hanno il valore di una testimonianza diretta, ma anche quello di una precisa scelta narrativa: raccontare Gaza attraverso i suoi piccoli abitanti, i loro volti, i loro giochi, la sofferenza e le perdite.
Il suo è uno sguardo caratterizzato da una particolare delicatezza, da un pudore che rifugge l’esibizione della morte e del massacro per raccontare, soprattutto, la vita che continua.
I bambini che fotografa sono persone, non simboli della sofferenza palestinese. Conservano la propria individualità, i gesti quotidiani, il desiderio di giocare, nonostante la violenza israeliana abbia sottratto loro affetti, case, scuole, sicurezza; a molti, la vita stessa; a chi sopravvive, la possibilità di vivere pienamente la propria infanzia.
Perché il genocidio non distrugge soltanto le vite che interrompe: compromette anche il futuro di quelle che sopravvivono.
La mostra si inserisce nel percorso che ART.TRE porta avanti da anni attraverso presìdi per la Palestina, rassegne di cinema palestinese, incontri letterari e iniziative artistiche. Non un appuntamento isolato, ma un impegno culturale e politico che prosegue nel tempo.
Un impegno che trova nelle fotografie di Hamed Sbeata un’altra forma di espressione, capace di andare oltre la commozione e la solidarietà, per restituire ai volti e alle storie dei bambini palestinesi il tempo dell’attenzione e della riflessione.
Un’occasione per fermarsi davanti a quegli occhi, riconoscere il dolore e la sofferenza senza distogliere lo sguardo, ma anche la vita che continua a resistere tra le macerie.
Perché guardare davvero significa restituire a quei bambini ciò che il genocidio tenta di cancellare: la loro umanità, la loro storia, il loro diritto a un futuro.
All’inaugurazione interverranno Federica D’Alessio, giornalista, fondatrice e direttrice di Kritica, rivista telematica di informazione e analisi, e Sara Awad, studentessa, scrittrice freelance e collaboratrice della rivista.
A dare ulteriore forza politica e culturale alla mostra sarà il contributo video di Moni Ovadia, realizzato appositamente per questa iniziativa: una voce autorevole che si aggiunge alla denuncia del genocidio del popolo palestinese e a una riflessione sulla responsabilità della cultura di fronte alla violenza e al rischio di assuefarsi a essa.
Parteciperanno inoltre le persone libro di Donne di carta, che daranno voce a testi letterari e poetici dedicati all’infanzia nei conflitti.
Nelle fotografie di Hamed Sbeata, la delicatezza dello sguardo non attenua la violenza del genocidio, ma rende ancora più intollerabile ciò che viene inflitto all’infanzia palestinese.
La mostra sarà visitabile anche domenica 8 novembre.







