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7 Novembre 2026
7 Novembre 2026

Punto nascita di Sapri, sindacati in agitazione contro la chiusura

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Punto nascita di Sapri, sindacati in agitazione contro la chiusura

La prevista chiusura del Punto nascita dell’ospedale Immacolata di Sapri, fissata per il prossimo 16 novembre, provoca la reazione unitaria delle organizzazioni sindacali del comparto sanitario. CISL FP Salerno, UIL FP Salerno e CGIL FP Salerno hanno proclamato lo stato di agitazione del personale interessato, chiedendo la sospensione del provvedimento e un intervento urgente della Regione Campania.

Al centro della protesta c’è il futuro dell’assistenza sanitaria nel Golfo di Policastro e nelle aree interne del Cilento, territori nei quali, secondo i sindacati, la riduzione dei servizi ospedalieri rischia di compromettere ulteriormente l’accesso alle cure.

Le tre sigle contestano un’impostazione che, a loro giudizio, non può basarsi esclusivamente su parametri numerici, senza considerare le distanze dagli altri presidi sanitari, le condizioni della viabilità e le caratteristiche geografiche e sociali del territorio.

La richiesta alla Regione Campania: valutare soluzioni alternative

Per le organizzazioni sindacali, la sicurezza delle madri e dei neonati deve rimanere una priorità assoluta. Tuttavia, questo obiettivo deve essere accompagnato da una valutazione concreta dei tempi necessari per raggiungere strutture alternative e dell’efficienza della rete dell’emergenza.

La questione assume anche una dimensione politica. Secondo CISL FP, UIL FP e CGIL FP, l’uscita della Regione Campania dal Piano di Rientro sanitario impone una nuova assunzione di responsabilità nelle scelte di programmazione.

I sindacati ritengono che non sia più sufficiente presentare la chiusura come una conseguenza inevitabile di vincoli esterni, senza approfondire tutte le possibilità consentite dalla normativa.

Tra le soluzioni indicate figurano anche le procedure di deroga, motivate dalle particolari condizioni territoriali, purché compatibili con gli standard nazionali di sicurezza e accompagnate dalle risorse e dagli interventi organizzativi necessari.

Le organizzazioni pongono inoltre una questione più ampia sul modello di sanità pubblica: la progressiva concentrazione dei servizi nei grandi centri, sostengono, rischia di penalizzare ulteriormente le comunità periferiche e di entrare in contraddizione con le politiche di contrasto allo spopolamento.

Stato di agitazione e richiesta di intervento al Prefetto

Nel documento sindacale viene richiamato anche il confronto già avvenuto tra la Presidenza della Regione Campania e i sindaci dei territori interessati.

Un passaggio istituzionale giudicato importante, ma che, secondo le tre organizzazioni, non ha ancora prodotto una soluzione concreta in grado di impedire la chiusura del Punto nascita.

Con la scadenza del 16 novembre ormai vicina, CISL FP, UIL FP e CGIL FP hanno quindi deciso di proclamare unitariamente lo stato di agitazione del personale.

Contestualmente, è stata avanzata una richiesta formale al Prefetto di Salerno per l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione, individuando nella Regione Campania l’interlocutore responsabile delle decisioni sulla programmazione sanitaria.

Le richieste sindacali riguardano la sospensione immediata della chiusura, l’apertura di un confronto urgente con la Presidenza regionale e l’individuazione di una soluzione tecnico-amministrativa che permetta di mantenere operativo il servizio.

L’obiettivo dichiarato è salvaguardare il Punto nascita dell’ospedale di Sapri, assicurando contemporaneamente il rispetto delle condizioni di sicurezza per pazienti e operatori.

La vertenza rimane dunque aperta, con le organizzazioni sindacali che chiedono una decisione prima della data prevista per la cessazione dell’attività.

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