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16 Settembre 2026
16 Settembre 2026

A Ceraso nasce “Culture mediterranee”

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A Ceraso nasce “Culture mediterranee”

Dal 20 al 27 settembre 2026, Ceraso ospiterà Culture mediterranee, la nuova rassegna letteraria inserita nel programma delle Giornate del Patrimonio Culturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, progetto culturale ideato dal prof. Aniello Amato e promosso nell’ambito delle attività dell’Associazione culturale Kairòs.

La rassegna nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di incontro tra ricerca scientifica, divulgazione e comunità, assumendo il Mediterraneo non soltanto come area geografica, ma come grande categoria storica e culturale: uno spazio nel quale, nel corso dei secoli, popoli, lingue, religioni, tradizioni e saperi si sono incontrati, confrontati e contaminati.

In questa prospettiva, il Cilento rappresenta un osservatorio particolarmente significativo. La presenza della Magna Grecia, il monachesimo italogreco, le dominazioni che si sono succedute nel Mezzogiorno, i paesaggi, le tradizioni religiose, la memoria orale e il patrimonio musicale testimoniano una storia fatta di continui scambi e trasformazioni.

Culture mediterranee propone quindi un percorso articolato in quattro incontri, attraverso i quali il pubblico potrà confrontarsi con differenti forme di interpretazione del patrimonio culturale.

Si parte domenica 20 settembre, presso l’Aula Consiliare, con la presentazione di Nzimma a nu fierro felato. Archeologia sonora di Castellabate di Gerardo Costabile Nicoletta, dedicata al patrimonio musicale e alla memoria sonora del Cilento, con particolare attenzione alla chitarra battente e alle pratiche musicali della tradizione orale.

Venerdì 25 settembre, presso Palazzo Di Lorenzo, sarà la volta di Il viaggio della cura di Pasquale Mura, opera che introduce nella rassegna il tema della medicina narrativa e del rapporto tra patrimonio culturale, fragilità, cura e benessere della persona. Il libro, ambientato nel Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, riflette anche sul ruolo del caregiver, sulla Patient Advocacy e sul valore della cultura nei percorsi di cura.

Un ulteriore appuntamento sarà dedicato all’antropologia culturale, con la partecipazione dell’antropologo e giornalista Domenico Ienna e della musicologa Chiara Forte. Il confronto affronterà il rapporto tra comunità, pratiche culturali, memoria, documentazione archivistica e patrimonio musicale, evidenziando come le tradizioni costituiscano processi dinamici attraverso i quali le comunità continuano a elaborare la propria identità.

A chiudere la rassegna sarà la presentazione di Identità evolutive. Studi e ricerche sul Cilento, di Luigi Leuzzi e Pasquale Martucci, dedicata alle trasformazioni delle identità locali nella contemporaneità. Il volume propone di leggere l’identità non come una realtà immobile, ma come un processo storico aperto, nel quale memoria e innovazione continuano a confrontarsi.

La rassegna non vuole dunque essere una semplice successione di presentazioni editoriali. Culture mediterranee nasce come un laboratorio di confronto interdisciplinare, nel quale il libro diventa uno strumento per mettere in relazione studiosi, autori, ricercatori e cittadini.

Il progetto si inserisce nella più ampia impostazione delle Giornate del Patrimonio Culturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, manifestazione nata nel 2025 e sviluppatasi nel 2026 con una programmazione itinerante e un approccio che integra storia, antropologia, linguistica, musicologia, archeologia e studio del patrimonio materiale e immateriale.

«Il patrimonio culturale – sottolinea il prof. Aniello Amato, ideatore delle Giornate – non è soltanto costituito da monumenti, reperti e opere d’arte. È anche memoria orale, musica, paesaggio, tradizione, pratiche sociali e religiosa, archivi e saperi trasmessi dalle comunità. Culture mediterranee nasce proprio dalla volontà di mettere in dialogo questi diversi patrimoni e di riportare la ricerca scientifica al centro della vita culturale dei territori».

La scelta di Ceraso come sede degli appuntamenti assume inoltre un particolare significato. Il territorio conserva infatti una forte memoria degli studi di Pietro Ebner, lo storico che ha dedicato una parte fondamentale della propria attività alla ricostruzione del Cilento storico. Il contesto storico e architettonico nel quale si svolgeranno gli incontri diventa così parte integrante della proposta culturale.

Con Culture mediterranee, le Giornate del Patrimonio Culturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni intendono rafforzare una rete di collaborazione tra ricerca, associazionismo culturale, enti locali e comunità, nella convinzione che la conoscenza costituisca uno degli strumenti fondamentali per comprendere, trasmettere e valorizzare il patrimonio dei territori.

Gli appuntamenti sono aperti al pubblico.

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