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4 Ottobre 2026
4 Ottobre 2026

A San Pietro al Tanagro la piazza diventa luogo di integrazione

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A San Pietro al Tanagro la piazza diventa luogo di integrazione

Una piazza non è soltanto un luogo fisico. È uno spazio che prende vita quando le persone lo abitano, si incontrano e condividono tempo. È questo il senso di “Tutta un’altra piazza – Giochi, colori e incontri”, l’iniziativa che oggi ha animato Piazza Enrico Quaranta a San Pietro al Tanagro, trasformandola in un luogo di partecipazione, gioco e incontro tra persone e generazioni diverse.

Bambine e bambini, famiglie, nonne e nonni e gli ospiti del SAI 836 – Ente Locale Comune di San Pietro al Tanagro, Ente Gestore Cooperativa ISKRA hanno condiviso il pomeriggio attraverso attività pensate per favorire la conoscenza reciproca e la partecipazione alla vita della comunità.

Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento delle nonne e dei nonni di Montedoro, che hanno partecipato alla giornata e contribuito alla realizzazione di biglietti destinati alle bambine e ai bambini del SAI. Un gesto semplice che ha creato un ponte tra generazioni e storie diverse, trasformando un piccolo atto di attenzione in un’occasione concreta di incontro.

Ad animare la piazza, l’area ludica a cura di AnimArte, con 42 giochi in legno differenti, ha coinvolto bambini e adulti in un’esperienza di gioco condiviso. Nessuna tecnologia, nessuna distanza: solo il piacere di giocare insieme, mettersi alla prova e trascorrere del tempo gli uni accanto agli altri.

A completare il pomeriggio, il laboratorio di pittura ha dato spazio alla creatività delle bambine e dei bambini, contribuendo a rendere la piazza un luogo aperto, vivo e accessibile.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di apertura del SAI 836 alla comunità locale, con l’obiettivo di creare occasioni nelle quali gli ospiti possano partecipare alla vita del paese e, allo stesso tempo, la cittadinanza possa incontrarli al di fuori dei contesti formali.

Perché l’integrazione non si costruisce soltanto attraverso servizi e percorsi dedicati. Si costruisce anche nella quotidianità: giocando insieme, conoscendosi, condividendo uno spazio, facendo qualcosa per qualcun altro.

È in questi momenti che le differenze smettono di essere una distanza e diventano parte della ricchezza di una comunità.

“Tutta un’altra piazza” è stata, prima di tutto, questo: una piazza vissuta insieme. Una piazza in cui nessuno era ospite dell’altro, ma tutti parte dello stesso spazio.

Una giornata che lascia un messaggio semplice: fare comunità significa creare occasioni per incontrarsi. E qualche volta basta una piazza, un gioco e la voglia di esserci.

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