«Da qui è partita la storia del nostro Risorgimento». Con queste parole l’assessore alla cultura Lucia Marrazzo ha aperto i suoi saluti istituzionali, facendo da cordiale e attenta padrona di casa al convegno ospitato presso l’Antiquarium di Palinuro. L’incontro è stato promosso per rievocare i Moti del 1828 – nati proprio dal Fortino di Monte D’Oro a Palinuro – e la figura simbolo di quella rivolta: il canonico Antonio Maria De Luca, originario di Celle di Bulgheria, che per il suo profondo ideale di libertà fu giustiziato a Salerno per ordine del governo borbonico.
L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Radici del Bulgheria APS, presieduta da Angelo Carelli, insieme all’associazione Mingardo e Miti di Palinuro, guidata dall’avvocato Raffaele Riccio. Dopo l’introduzione di Angelo Carelli, che ha ricordato le istituzioni che hanno patrocinato l’evento, e i saluti dell’assessore Marrazzo in rappresentanza del Comune ospitante, si sono succeduti i contributi dei relatori.
Il dirigente scolastico del Liceo “Leonardo Da Vinci” di Sapri, Corrado Limongi, ha offerto una riflessione profonda: per trasformare la società e guidare i grandi cambiamenti non bastano la passione e il coraggio, ma serve un’opera costante di formazione delle coscienze. Il dottor Salvatore Soprano, studioso della storia cilentana, ha rievocato la tragica distruzione del borgo di Bosco e le ferite inflitte alla popolazione. La sua ricostruzione è stata accompagnata dalla lettura di documenti storici che testimoniano la dura risposta della corona borbonica, la quale, oltre a raderlo al suolo, tolse a Bosco anche l’autonomia comunale.
Gerardo Carro, docente e ricercatore storico, ha approfondito il profilo umano e spirituale del Canonico De Luca, mentre Pasquale Carelli — ricercatore, autore di numerosi libri e di testi teatrali portati in scena da compagnie di livello professionale come la Quinta Praticabile di Genova — si è concentrato sul processo e sulla condanna a morte del sacerdote, avvenuta a Salerno il 24 luglio 1828. Franco Guida, docente e studioso, ha riportato alla luce la vicenda di Padre Carlo da Celle, catturato e ucciso nell’agosto del 1828. Ha concluso gli interventi l’avvocato Franco Maldonato, cultore di storia risorgimentale e autore di apprezzati volumi, tra cui Teste mozze (opera dedicata a Costabile Carducci che ha riscosso grande interesse a livello nazionale), il quale si è soffermato sull’eredità morale dei Moti del 1828 nel cammino verso l’unità d’Italia.
Nel corso della serata è stato ricordato più volte il dottor Cernelli, medico di Palinuro e studioso dell’epoca murattiana, che per anni ha custodito la memoria di questi avvenimenti. Un ringraziamento va agli organizzatori di questo incontro di studi, che apre idealmente il percorso di avvicinamento alle celebrazioni per il bicentenario dei Moti del Cilento e del sacrificio del Canonico De Luca.












