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13 Maggio 2026
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Ambiente e Salute: la Regione potenzia i piani di monitoraggio e i protocolli di prevenzione

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Ambiente e Salute: la Regione potenzia i piani di monitoraggio e i protocolli di prevenzione

Si è tenuto presso la sede della Giunta regionale di Santa Lucia un tavolo tecnico-istituzionale di coordinamento operativo delle attività di sorveglianza sanitaria e tutela dell’ambiente, in attuazione del Programma di cui alla DGR n. 180/2019 che ha disposto un protocollo integrato di verifica e tutela della salute pubblica, dell’ambiente e delle filiere produttive, tra Regione Campania, Università degli studi di Napoli “Federico II”, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania e Istituto Pascale.

All’incontro, presieduto dall’assessora all’Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro e dal capo di gabinetto del presidente della Giunta regionale, hanno partecipato i vertici delle direzioni regionali coinvolte, i direttori delle Aziende Sanitarie Locali, i rappresentanti dell’ARPAC e dei soggetti sopracitati che hanno attivato il protocollo.

A seguito delle criticità rilevate sulle acque sotterranee in alcuni territori delle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno, l’obiettivo del coordinamento è stata la messa a sistema tempestiva delle azioni di controllo per garantire la massima protezione della salute pubblica e la trasparenza dei dati a beneficio dei cittadini.

Il tavolo ha concordato un cronoprogramma articolato su tre direttrici principali:

* Piattaforma digitale per garantire la trasparenza dei dati come valore pubblico. La grande mole di dati rilevata nel corso degli anni sarà, infatti, oggetto di una sistematizzazione a valle della quale confluiranno in un’interfaccia unica in grado di rendere le informazioni del monitoraggio ambientale e sanitario consultabili in modo chiaro e trasparente. 

* Interventi sui siti critici: per i pozzi dove sono emerse criticità, sono già state avviate le procedure di messa in sicurezza e bonifica. In parallelo, è attivo il raccordo con le autorità competenti per indagare sulle cause dell’inquinamento, spesso riconducibili a sversamenti illegali per aumentare controlli e misure di prevenzione degli illeciti ambientali.

* Rafforzamento degli screening sanitari: le ASL potenzieranno le attività di monitoraggio della salute pubblica già in corso, valutando la possibilità di ampliare il numero di patologie oggetto di controllo e di abbassare le fasce d’età oggetto di prevenzione, laddove scientificamente possibile.

Nell’evidenza di un quadro molto differenziato in relazione a un territorio regionale vasto e complesso, sono emersi con chiarezza alcuni punti fondamentali per la sicurezza della popolazione: l’acqua distribuita dai gestori del servizio idrico integrato è totalmente sicura e non presenta alcuna interferenza con le criticità rilevate, queste ultime attengono alla disciplina dei siti contaminati e alla tutela delle falde sotterranee, e non coincidono con i parametri di conformità dell’acqua erogata per il consumo umano, regolata dal D.lgs. n. 18/2023. Poiché tali pozzi possono essere utilizzati per l’irrigazione e la zootecnia, la Regione ha disposto comunque un potenziamento dei controlli sulle filiere produttive per escludere qualsiasi rischio di contaminazione indiretta.

«La Regione Campania conferma che la protezione dell’ambiente e la sicurezza delle produzioni agroalimentari restano al centro dell’agenda istituzionale, attraverso una capacità strutturale di prevenzione e governo del rischio che integra competenze sanitarie, ambientali e veterinarie. L’ampia partecipazione e l’adesione di tutte le figure istituzionali e scientifiche a questo tavolo rappresentano un valore fondamentale per questa amministrazione. Vogliamo agire con determinazione per risolvere le criticità e garantire risposte certe alle cittadine e ai cittadini. La nostra priorità è andare fino in fondo, coniugando il rigore scientifico del monitoraggio con la massima trasparenza nell’esposizione dei dati», così l’assessora all’Ambiente, Claudia Pecoraro.

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