Anche Lucrezio va in discoteca

di Giuseppe Galato

L’importanza del materialismo di Lucrezio, delle teorie epicuree riguardo alla realtà della natura e al ruolo dell’uomo in un universo atomistico e meccanicistico, rivivono in questa XIII edizione di VeliaTeatro in uno scambio continuo fra le tesi esposte dal poeta e filosofo romano nel "De Rerum Natura" in rapporto al pensiero di chi fu ispirato dalle sue intuizioni, da Leopardi a Schrödinger.

"La lettura spettacolo De rerum natura / La natura delle cose è un omaggio a Lucrezio che, a partire da un montaggio di brani scelti dal celeberrimo poema omonimo, assume la forma di un dramma di pensiero in cinque atti – natura, amore, musica, religione e morte – corrispondenti ai differenti temi trattati dagli excerpta citati".

La serata si apre con un omaggio a Edoardo Sanguineti, poeta e scrittore italiano da poco scomparso che ha fatto parte del Gruppo 63 e che ha contribuito in maniera decisiva a tradurre gli scritti di Lucrezio.

Lo spettacolo nasce da un’idea di Claudio Longhi. Tre voci sul palco (Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Stefano Tognarelli): non una scenografia, non una coreografia, ma il solo pensiero di Lucrezio e di chi ne fu influenzato echeggiano negli scavi di Elea-Velia.

"Sulle note di Luciano Berio e Luca lombardi, alle parole di Lucrezio faranno da controcanto un complesso concertato di autori moderni, scandito sulla messa in relazione di cultura umanistica e universo delle scienze: dall’Elogio degli uccelli di Leopardi, all’enunciazione delle teorie scientifiche di Schrödinger e Monod, da La nostra anima di Savinio alle Vite immaginarie di Marcel Schwob, tutto un coro di autorevoli voci degli ultimi due secoli andrà ad intrecciarsi al solenne e affascinante canto didattico lucreziano".

Solo le voci dei tre attori?

Non propriamente, perché dal basso, dal paese, dai lidi e dai locali di Ascea Marina, si innalzano svariati tunz tunz da discoteca che, all’andare incostante dei treni che corrono sui ponti ferroviari barbaramente edificati sugli scavi di Elea-Velia, disturbano l’ascolto.

Nonostante ciò la rilettura di Lucrezio, i parallelismi fra la sua filosofia e le teorie postume dal suo pensiero scaturite, risulta un qualcosa di intenso ed illuminante se si pensa che, a distanza di duemila anni circa, il suo pensiero ancora è valido in tesi scientifiche come quelle abbracciate dalla meccanica quantistica.

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