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Dalla Regione sostegni al comercio associato

di Redazione

Prime risorse per i centri naturali: possono accedere consorzi e aziende aderenti.

Arrivano le prime risorse per i centri commerciali naturali. Lo prevede un bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Campania del 23 dicembre scorso "per interventi a sostegno dell’associazionismo in ambito commerciale e turistico, delle reti di imprese e di servizi in comune nei settori del commercio e del turismo e dei Centri commerciali naturali". Potranno beneficiarne imprese costituite in Consorzi senza fini di lucro o Società consortili a responsabilità limitata. Le risorse ammontano a circa 3,7 mln di euro. Il termine per la presentazione delle domande scade 90 giorni dopo la pubblicazione del bando. Si è ora in attesa di un bando che finanzierà anche progetti promossi in questa direzione dalle amministrazioni pubbliche.

 

Primi interventi a favore delle imprese del terziario che si associano in reti consortili localizzate sul territorio e quindi a favore dei centri commerciali naturali.
Ma che cos’è, in concreto, un centro commerciale naturale? Il disciplinare varato dalla Regione Campania lo scorso settembre definisce queste realtà come "aggregazione di esercizi di vicinato, di medie strutture di vendita, di pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di imprese artigiane, turistiche e di servizi, sviluppatasi spontaneamente in aree urbane che, mediante una propria autonoma struttura organizzativa, si pone quale soggetto di un’unica offerta integrata per favorire la crescita della domanda, per personalizzare e fidelizzare il servizio reso ai consumatori, nonché per realizzare una politica comune di sviluppo e di promozione del territorio interessato".
Si tratta in altri termini di iniziative nate per valorizzare il ruolo economico e sociale del commercio tradizionale, radicato sul territorio, mediante lo strumento dell’aggregazione di imprese.
Il contributo concedibile è in conto capitale nella percentuale del 50 per cento del programma d’investimento.
Sono ammissibili contributi per interventi o opere di interesse comune al Centro commerciale, da parte del consorzio o da società consortili, nel rispetto dei seguenti limiti: da 50 mila a 200 mila euro. Nell’ambito del programma d’investimento, le singole imprese del Centro, aderenti al consorzio, possono poi presentare un proprio progetto d’intervento per il quale è previsto un contributo massimo di 40 mila euro. Ad ogni modo il contributo complessivo erogato a ciascun consorzio (cioè comprensivo dei benefici per la struttura consortile e per le singole imprese) non può superare il tetto dei 700mila euro.
Gli importi si intendono Iva esclusa. Sono ammissibili spese relative a beni materiali e immateriali.
Le prime comprendono:
a) rinnovo vetrine, tende, facciate, illuminazione esterna, insegne;
b) acquisto di arredi o di attrezzature;
c) ristrutturazione di locali e di impianti;
d) spese per l’adeguamento alle normative igenico-sanitarie, sulla sicurezza, sull’inquinamento o finalizzate al risparmio energetico, l’abbattimento delle barriere architettoniche ed al miglioramento dell’impatto ambientale;
e) attivazione di strutture fisse di servizio aperte al pubblico,quali punti di contatto, di informazione e di assistenza agli acquisti e alla fruizione dei centri commerciali naturali;
f) investimenti materiali concernenti gli investimenti in Tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Le spese per beni immateriali ammesse, solo se sostenute per interventi o opere di interesse comune, sono le seguenti:
a) spese per studi di fattibilità, progettazione, consulenza e servizi qualificati, legati allo sviluppo di progetti collettivi di innovazione organizzativa, commerciale e tecnologica, spese relative al management;
b) azioni di marketing e promozionali;
c) spese per la creazione di un brand di aggregazione;
d) attività di tutoraggio, preparazione, formazione e informazione a favore di insediamenti imprenditoriali, costituenti il Centro commerciale naturale, formazione del personale e degli imprenditori;
e) realizzazione di attività di supporto alla distribuzione e alla condivisioni di servizi trasversali tra le varie attività imprenditoriali che aderiscono ai Centri commerciali naturali (compresa la creazione di siti web);
f) spese per l’acquisizione della certificazione di qualità secondo quanto previsto dalla normativa Uni En Iso 9001: 2008.
Come ricorda Maurizio Maddaloni, presidente di Confcommercio Campania: "La realizzazione dei centri commerciali naturali è una vera e propria azione di sistema e va sostenuta attraverso l’utilizzo delle risorse regionali, statali e comunitarie, ricorrendo sia agli incentivi automatici che agli strumenti negoziali".
Adesso si muovono i primi passi concreti in questa direzione.

fonte: denaro.it

 

 

 

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