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8 Agosto 2026
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Boe in mare: colori, forme e significati. La guida per imparare a leggerle

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Boe in mare: colori, forme e significati. La guida per imparare a leggerle

Quando si naviga, imparare a leggere il mare è importante quanto saper interpretare una carta nautica. E tra gli elementi che compongono il sistema di segnalamento marittimo, le boe occupano un posto fondamentale.

Una boa è un segnalamento galleggiante, normalmente ancorato al fondo, che può essere riconosciuto attraverso forma, colore, eventuali segnali posti sulla sommità e caratteristiche della luce. Il loro scopo è aiutare il navigante a seguire una rotta sicura, individuare un ostacolo o riconoscere particolari aree di mare.

Il riferimento internazionale è il Sistema di Segnalamento Marittimo IALA, che distingue sei principali tipologie di segnali: laterali, cardinali, di pericolo isolato, di acque sicure, speciali e quelli utilizzati per segnalare nuovi pericoli. Per i segnali laterali esistono due regioni di segnalamento, A e B, nelle quali cambia la disposizione dei colori rosso e verde.

Rosso e verde: le boe laterali

Sono probabilmente le boe più familiari a chi frequenta il mare.

I segnali laterali servono a delimitare i lati di un canale navigabile e a indicare il percorso da seguire. La loro interpretazione dipende dalla regione IALA di appartenenza e dalla direzione convenzionale del segnalamento.

Nella Regione A, utilizzata anche in Italia, il rosso e il verde hanno un ruolo preciso: seguendo la direzione convenzionale del segnalamento, i segnali laterali rossi indicano un lato del canale e quelli verdi l’altro.

È quindi importante non affidarsi soltanto alla regola mnemonica “rosso a destra, verde a sinistra” o al suo contrario: bisogna sempre considerare la direzione convenzionale del segnalamento e la carta nautica.

Un ulteriore elemento può essere rappresentato dalla forma della boa e dal segnale superiore, il cosiddetto topmark, quando presente. Anche di notte le boe laterali possono essere riconosciute attraverso il colore e il ritmo della luce.

Le boe cardinali: il colore dice dove passare

Molto diverse sono le boe cardinali, utilizzate per indicare la posizione di un pericolo rispetto ai punti cardinali della bussola. Qui i colori sono giallo e nero e, soprattutto, non bisogna chiedersi semplicemente “dove si trova la boa?”, ma da quale lato della boa si trova l’acqua navigabile rispetto al pericolo.

Esistono quattro tipi di segnali cardinali: Nord: il passaggio sicuro è a nord del segnale; Est: il passaggio sicuro è a est; Sud: il passaggio sicuro è a sud; Ovest: il passaggio sicuro è a ovest.

A rendere immediatamente riconoscibile una boa cardinale contribuisce anche il caratteristico topmark formato da due coni neri. La loro disposizione cambia a seconda del punto cardinale e permette di riconoscere il segnale anche senza affidarsi soltanto alla distribuzione dei colori.

Anche le luci notturne seguono caratteristiche differenti: sono bianche e il loro ritmo permette di distinguere i quattro segnali cardinali. Per esempio, il segnale Est è caratterizzato da gruppi di tre lampi, mentre quello Sud presenta sei lampi seguiti da un lampo lungo.

Nero e rosso: attenzione al pericolo isolato

Quando compare una boa nera con una o più bande rosse orizzontali, il messaggio è chiaro: siamo davanti a un segnale di pericolo isolato.

Questo tipo di segnalamento viene posizionato sopra o vicino a un pericolo circoscritto, come una secca o un ostacolo, attorno al quale esistono comunque acque navigabili.

Il segnale è normalmente riconoscibile anche per il doppio globo nero posto sulla sommità. Di notte può essere identificato dalla luce bianca a gruppi di due lampi.

Attenzione, però: la presenza di acqua navigabile attorno al pericolo non significa che si possa passare a una distanza qualsiasi. L’estensione del pericolo e la distanza di sicurezza non possono essere determinate dalla sola boa: per la navigazione occorre fare riferimento alle carte nautiche e alle pubblicazioni nautiche ufficiali.

Rosso e bianco: le acque sicure

C’è poi un segnalamento che trasmette un messaggio particolarmente importante: qui le acque sono sicure.

I segnali di acque sicure sono caratterizzati dai colori rosso e bianco, disposti a bande verticali. Possono essere utilizzati, tra l’altro, per indicare l’asse di un canale, una linea mediana o un punto di atterraggio.

In altre parole, non indicano la posizione di un ostacolo da evitare, ma una zona nella quale il navigante può trovare acque navigabili.

Giallo: i segnali speciali

Il giallo è invece il colore tipico dei segnali speciali.

Queste boe non servono principalmente a indicare il percorso di un canale o la posizione di un pericolo, ma vengono utilizzate per segnalare aree o situazioni particolari.

La loro funzione deve essere quindi interpretata in relazione al contesto e alla documentazione nautica. Anche in questo caso, la boa non va considerata isolatamente: la carta e le informazioni ufficiali restano gli strumenti di riferimento per comprendere esattamente cosa viene segnalato.

Non guardare soltanto il colore

Uno degli errori più comuni, soprattutto per chi è alle prime esperienze, è cercare di interpretare una boa guardando soltanto il colore.

In realtà un segnalamento può essere identificato attraverso una combinazione di elementi: colore, forma, topmark e caratteristiche della luce. Di giorno la forma e il colore possono essere determinanti; di notte diventano fondamentali il colore e il ritmo della luce.

Il topmark, cioè l’elemento collocato sulla parte superiore della boa, è particolarmente importante perché consente di distinguere alcune categorie di segnalamento. Nel sistema cardinale, ad esempio, sono proprio i due coni neri a fornire una delle chiavi di lettura più immediate.

E quando arriva la notte?

Con il buio la lettura dei segnalamenti cambia. Una boa può essere riconoscibile non soltanto dal colore della luce, ma soprattutto dal ritmo con cui lampeggia.

Nel sistema IALA le caratteristiche delle luci sono codificate proprio per consentire al navigante di distinguere i diversi tipi di segnalamento. Le laterali utilizzano luci rosse o verdi; le cardinali utilizzano il bianco con ritmi differenti; il segnale di pericolo isolato utilizza una luce bianca a gruppi di due lampi.

Per questo, durante la navigazione notturna, non basta vedere una luce e associarla automaticamente a una boa: bisogna osservare colore, ritmo e posizione, mettendo queste informazioni in relazione con la carta nautica.

La regola più importante: la boa non va mai letta da sola

Conoscere colori e forme è fondamentale, ma non sostituisce la corretta pianificazione della navigazione.

Lo stesso sistema IALA sottolinea che la responsabilità della sicurezza della navigazione rimane al navigante, che deve utilizzare correttamente gli aiuti alla navigazione insieme alle carte e pubblicazioni nautiche ufficiali e alle buone pratiche di navigazione.

Una boa, dunque, è molto più di un oggetto colorato che galleggia davanti alla prua. È una parola del linguaggio del mare. Imparare a leggerla significa capire se stiamo seguendo un canale, se ci stiamo avvicinando a un pericolo o se abbiamo davanti un punto di riferimento sicuro.

E quando colori, forme e luci iniziano a diventare familiari, anche il mare, almeno per quanto riguarda la sua segnaletica, diventa un po’ più facile da leggere.

(Foto di Dom De Felice e Carla Nunziata – Opera propria, CC BY-SA 3.0, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=8545584)

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