Aidacon Consumatori, per voce del proprio Presidente, avv. Carlo Claps, lancia oggi un appello a tutte le società calcistiche italiane, di ogni categoria e livello, affinché si dotino di regole più severe sull’uso del colpo di testa negli allenamenti dei settori giovanili, in particolare per i bambini e i ragazzi più piccoli.
L’appello raccoglie e rilancia una battaglia che la nostra associazione porta avanti da diversi anni, e trova oggi un riferimento concreto nella scelta compiuta dal Como 1907, prima società italiana ad aver introdotto un regolamento organico sulla gestione del colpo di testa nel proprio settore giovanile: divieto assoluto per gli Under 10, limitazioni molto stringenti per gli Under 11, e un’introduzione graduale e controllata della tecnica fino agli Under 13.
Una scelta che Aidacon Consumatori accoglie con favore e che auspica venga presa a modello da tutte le società sportive italiane, dai grandi club alle piccole scuole calcio dei territori.
La decisione del Como non nasce da un eccesso di prudenza, ma da un corpo ormai solido di evidenze scientifiche. Diversi studi pubblicati negli ultimi anni da centri di ricerca internazionali – tra cui lavori condotti da atenei come la Columbia University e l’Albert Einstein College of Medicine di New York, pubblicati anche su riviste scientifiche di rilievo come JAMA Network Open – hanno documentato come i colpi di testa ripetuti nel tempo possano produrre alterazioni misurabili nella microstruttura cerebrale, con effetti negativi su memoria, apprendimento verbale e altre funzioni cognitive, soprattutto quando l’esposizione avviene in giovane età, cioè quando il cervello è ancora in fase di sviluppo. Alcune ricerche hanno inoltre evidenziato un possibile legame tra l’esposizione ripetuta a questo tipo di microtraumi e un aumento del rischio, in età più avanzata, di sviluppare patologie neurodegenerative come demenza, Alzheimer ed encefalopatia traumatica cronica (CTE). Non a caso, altre federazioni – dalla Football Association inglese a quella scozzese, che già dal 2020 vieta il colpo di testa sotto i 12 anni – hanno adottato negli anni scorsi limitazioni analoghe.
Per Aidacon Consumatori e per il Presidente Claps in particolare, questo tema non è soltanto oggetto di studio, ma una ferita personale. La nostra battaglia in questo campo è nata, e prosegue con ancora più convinzione, dopo la scomparsa di Corrado Sorrentino, calciatore ed allenatore napoletano, per anni difensore centrale e, come tale, abituato a colpire il pallone di testa con grandissima frequenza. Corrado ha legato gran parte della sua carriera alla Juve Stabia, sfiorando anche una promozione in Serie B, e a tante società campane, ma in particolare all’Internapoli, prima da calciatore per cinque stagioni e poi da allenatore per altre quattro, portando la squadra dall’Eccellenza fino alla Serie D. È stato anche un precursore: tra i primi allenatori a credere nel valore del calcio femminile, ha guidato la Carpisa Napoli Calcio Femminile e la Rappresentativa Juniores della Campania, dopo aver conquistato una promozione in Serie D con l’Internapoli.
Corrado, oltre ad essere un tecnico stimato e amato in tutto l’ambiente calcistico campano, era il mio migliore amico, precisa l’Avv. Claps. Se n’è andato a soli 52 anni, a causa di una malattia degenerativa fronto-temporale, molto probabilmente riconducibile proprio ai microtraumi ripetuti subiti in tanti anni di gioco da difensore centrale. Ha lasciato la moglie Gabriella e due splendidi figli, Andrea e Mariateresa, e un vuoto enorme in chi lo ha conosciuto.
Vogliamo essere chiari: questo appello non nasce per generare allarme o timore tra le famiglie che ogni giorno accompagnano i propri figli in una scuola calcio, né vuole scoraggiare la pratica sportiva, che resta un valore educativo insostituibile. Nasce, al contrario, dalla volontà di garantire ai ragazzi maggiore sicurezza, attraverso regole chiare e proporzionate all’età: dalla riduzione progressiva del numero di colpi di testa consentiti nelle diverse fasce d’età, fino alla valutazione di strumenti di protezione individuale, come caschetti o fasce paracolpi, già sperimentati in altri contesti sportivi giovanili.
La Fondazione Corrado Sorrentino
Accanto all’appello alle società sportive, Aidacon Consumatori annuncia oggi la nascita della Fondazione Corrado Sorrentino, promossa per volontà del fratello Antonello Sorrentino, noto imprenditore del settore caseario campano, per onorare la memoria di Corrado e trasformare il dolore della famiglia in un impegno concreto per gli altri.
La Fondazione avrà come scopo primario il sostegno per un contributo alla ricerca scientifica sulle patologie neurodegenerative da trauma cranico ripetuto – a partire proprio dalla patologia che ha colpito Corrado – e sui possibili legami tra questo tipo di patologie e la pratica sportiva, in particolare il calcio. Ne faranno parte medici, ricercatori ed esperti del settore, che la Fondazione metterà gratuitamente a disposizione di tutte le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, che ne facciano richiesta, anche per attività di formazione specifica rivolta a tecnici, allenatori e dirigenti sui rischi legati ai traumi cranici e sulle buone pratiche da adottare nei settori giovanili.
Aidacon Consumatori rinnova quindi il proprio appello a tutte le società calcistiche italiane, di ogni categoria: adottare, sull’esempio del Como 1907, regole chiare sul colpo di testa nei settori giovanili, nell’interesse superiore della salute e del futuro dei nostri ragazzi. La sicurezza dei più piccoli non è un limite allo sport, ma la condizione perché lo sport continui a essere, per tutti, un’opportunità di crescita sana e serena.












