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9 Giugno 2026
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Capaccio Paestum, chiuse le indagini sul sottopasso ferroviario: 7 persone rischiano il processo

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Capaccio Paestum, chiuse le indagini sul sottopasso ferroviario: 7 persone rischiano il processo

La Procura di Salerno ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a sette persone nell’ambito dell’inchiesta relativa all’appalto per la realizzazione del sottopasso ferroviario di Paestum. Tra i destinatari del provvedimento figura anche l’ex sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri.

Secondo quanto contestato dagli inquirenti, gli indagati avrebbero agito in concorso per influenzare l’esito della procedura di gara riguardante l’opera denominata “Viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum”. L’atto è stato emesso dal pubblico ministero Alessandro Di Vico e ipotizza il reato di turbata libertà degli incanti aggravata.

Oltre ad Alfieri risultano coinvolti l’ex capo dello staff Andrea Campanile, l’allora responsabile unico del procedimento Federica Turi, che successivamente ha lasciato l’incarico, il direttore dei lavori Gianvito Bello, le componenti della commissione di gara Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo e Nicola Aulisio, titolare dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto.

L’intervento oggetto dell’indagine prevede un investimento complessivo di circa 7 milioni di euro, con una base d’asta pari a 5 milioni, finanziato dalla Regione Campania attraverso i fondi di Sviluppo e Coesione. Dopo la notifica dell’avviso, gli indagati avranno venti giorni di tempo per depositare memorie difensive oppure chiedere di essere ascoltati dal magistrato titolare del fascicolo.

La consegna ufficiale dei lavori avvenne nell’aprile del 2024 durante una cerimonia pubblica promossa dall’amministrazione comunale guidata da Alfieri. Ad oggi, però, sono stati effettuati soltanto interventi preliminari. La prosecuzione dell’opera resta infatti subordinata agli accertamenti della Soprintendenza, chiamata a verificare l’eventuale presenza di reperti archeologici o altri vincoli nel sottosuolo dell’area interessata.

L’inchiesta rappresenta uno sviluppo del procedimento conosciuto come “Alfieri bis”, che riguardava presunte irregolarità nell’assegnazione di appalti pubblici in provincia di Salerno, tra cui quelli relativi al completamento della Fondovalle Calore e dell’Aversana. In quel fascicolo la Procura aveva contestato a sette persone l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata a condizionare gare pubbliche.

Dopo tredici mesi di attività investigativa, quel procedimento era stato archiviato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, su richiesta dello stesso pm Di Vico, all’inizio dello scorso gennaio. Tra gli indagati figuravano anche gli attuali destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini Franco Alfieri, Andrea Campanile, Federica Turi, Gianvito Bello e Nicola Aulisio. Coinvolti inizialmente anche il consigliere regionale Luca Cascone e il funzionario provinciale Michele Angelo Lizio, ex Rup della procedura, entrambi successivamente prosciolti.

Nella richiesta di archiviazione del filone principale, la Procura aveva comunque evidenziato la necessità di ulteriori verifiche investigative sulla vicenda del sottopasso ferroviario di Paestum, lasciando aperta la possibilità di approfondire il quadro probatorio attraverso nuovi accertamenti.

Nel frattempo, per Franco Alfieri è prevista domani una nuova udienza presso la cittadella giudiziaria di Salerno nell’ambito del procedimento che lo vede coinvolto per il presunto patto elettorale politico-mafioso legato alle elezioni amministrative del 2019 a Capaccio Paestum.

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