Un nuovo episodio di violenza scuote il carcere di Fuorni e riporta al centro dell’attenzione le criticità dell’istituto penitenziario salernitano. Nella serata di ieri un agente della polizia penitenziaria è rimasto ferito al termine di un intervento resosi necessario per contenere un detenuto con problemi psichiatrici.
A rendere noto l’accaduto è stato l’OSAPP, attraverso il consigliere nazionale Emilio Fattorello. Secondo quanto riferito dal sindacato, il protagonista della vicenda sarebbe un detenuto italiano già segnalato in passato per comportamenti violenti. L’uomo, mal tollerato dai compagni di cella a causa di ripetute intemperanze, avrebbe dato in escandescenze nel corso della serata.
Stando alla ricostruzione fornita dall’organizzazione sindacale, il detenuto si sarebbe prima procurato delle lesioni e successivamente avrebbe impugnato una lametta sporca di sangue, utilizzandola per minacciare il personale in servizio. La situazione sarebbe precipitata rapidamente, costringendo più agenti a intervenire per riportare l’ordine.
Durante la colluttazione uno dei poliziotti è stato colpito con violenza alla testa. Trasportato al pronto soccorso, è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni. Solo dopo momenti di forte tensione — sottolinea ancora l’OSAPP — il detenuto è stato trasferito in un’altra allocazione, con il supporto dell’assistenza sanitaria, e riportato a una condizione definita di «apparente calma».
Il sindacato ha espresso solidarietà all’agente ferito, augurandogli una pronta guarigione, ma ha soprattutto ribadito le preoccupazioni già sollevate in passato sulla gestione dei detenuti affetti da disturbi psichiatrici. Secondo l’OSAPP, molte strutture non dispongono di spazi idonei né di personale con una formazione specialistica adeguata per affrontare situazioni di questo tipo.
L’episodio non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi mesi il carcere di Fuorni è stato teatro di diverse aggressioni, oltre a sequestri di droga e telefoni cellulari e a frequenti tensioni interne. Un contesto che, secondo le organizzazioni sindacali, risente anche di numeri particolarmente critici: circa 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 390 posti, con una carenza di organico della polizia penitenziaria stimata in circa quaranta unità.
Un quadro che rende la gestione quotidiana sempre più complessa e che, ancora una volta, riapre il tema degli interventi strutturali su personale, formazione e assistenza sanitaria. Per i sindacati, senza risposte concrete il rischio è che episodi come quello registrato l’altra sera non restino eventi straordinari, ma diventino parte della normalità.











