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12 Ottobre 2026
12 Ottobre 2026

Cava de’ Tirreni, anziana truffata: sottratti 35mila euro

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Cava de’ Tirreni, anziana truffata: sottratti 35mila euro

Una donna di 80 anni è stata vittima di una truffa da 35mila euro nel centro di Cava de’ Tirreni, dove alcuni malviventi sono riusciti a convincerla a consegnare denaro e oggetti preziosi attraverso il raggiro del finto nipote coinvolto in una vicenda giudiziaria.

L’episodio risale a giovedì scorso ed è attualmente oggetto di un’indagine delle forze dell’ordine, avviata dopo la denuncia presentata dall’anziana.

I truffatori hanno utilizzato una modalità già nota: prospettare un grave problema a carico di un familiare per indurre la vittima a raccogliere rapidamente soldi e gioielli, facendo leva sulla preoccupazione e sulla necessità di intervenire immediatamente.

In questo caso, il racconto costruito dai malviventi riguardava una presunta rapina commessa dal nipote della donna ai danni di una gioielleria cittadina.

La telefonata del falso poliziotto e il nipote nei guai

Secondo la ricostruzione dell’accaduto, tutto è cominciato con una telefonata ricevuta dall’ottantenne nella propria abitazione.

Dall’altra parte della linea, un uomo si è presentato come un appartenente alla Polizia, comunicandole che il nipote era rimasto coinvolto in una rapina ai danni di una gioielleria di Cava de’ Tirreni.

Il falso agente ha prospettato alla donna una situazione giudiziaria particolarmente delicata, riuscendo a conquistarne la fiducia e a generare uno stato di forte preoccupazione.

Il raggiro è proseguito con un ulteriore espediente: il truffatore ha anche finto di essere il nipote dell’anziana, rafforzando così la credibilità della vicenda raccontata al telefono.

Convinta che il familiare si trovasse realmente in difficoltà, la donna ha seguito le indicazioni ricevute, accettando di raccogliere il denaro contante e gli oggetti di valore custoditi nella propria abitazione.

L’obiettivo dei malviventi era ottenere la consegna dei beni nel minor tempo possibile, prima che la vittima potesse rendersi conto dell’inganno.

La donna ha quindi preparato una borsa contenente soldi e preziosi, attenendosi alle istruzioni fornite durante la conversazione telefonica.

La consegna dei preziosi e la denuncia

I truffatori non si sono limitati a chiedere la disponibilità del denaro, ma hanno fornito indicazioni precise anche sulle modalità della consegna.

L’ottantenne è stata infatti convinta a portare la borsa in strada, in un punto distante dalla propria abitazione, dove avrebbe dovuto affidarla al sedicente agente.

La donna ha eseguito quanto richiesto, consegnando il denaro e gli oggetti preziosi. Il valore complessivo del bottino è stato quantificato in circa 35mila euro.

Soltanto in un secondo momento l’anziana ha compreso di essere stata vittima di un raggiro.

Dopo essersi resa conto dell’accaduto, si è rivolta alle forze dell’ordine per denunciare la truffa.

Sulla vicenda sono ora in corso le indagini, finalizzate a ricostruire le modalità dell’episodio e a individuare le persone responsabili.

Il caso ripropone una delle tecniche più diffuse nelle truffe ai danni degli anziani: il ricorso a una falsa emergenza familiare, spesso accompagnata dall’utilizzo indebito dell’identità di appartenenti alle forze dell’ordine.

Nel caso di Cava de’ Tirreni, i malviventi hanno combinato la figura del falso poliziotto con quella del nipote coinvolto in una presunta vicenda criminale.

La richiesta di consegnare immediatamente denaro e preziosi ha rappresentato il passaggio decisivo del raggiro.

L’episodio richiama l’importanza di verificare sempre telefonate di questo genere, evitando di consegnare denaro o oggetti di valore a sconosciuti che si presentano come intermediari di familiari o rappresentanti delle istituzioni.

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