Dalle ricette della tradizione contadina ai sapori del mare, la cucina cilentana si conferma uno dei simboli più autentici della Dieta Mediterranea, riconosciuta a livello internazionale e profondamente radicata nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Un patrimonio gastronomico fatto di ingredienti semplici, spesso legati alla stagionalità e alla cucina povera, che ha dato vita a piatti oggi considerati eccellenze locali e identitarie. Ecco una selezione dei dieci piatti tipici che ogni turista dovrebbe assaggiare almeno una volta.
Tra i primi piatti spiccano le lagane e ceci, tra le ricette più antiche e rappresentative della cucina cilentana. Si tratta di una pasta fresca simile alle pappardelle, condita con legumi, olio extravergine d’oliva e aromi, simbolo della tradizione contadina del territorio.
Altro piatto iconico sono i fusilli cilentani al ragù, pasta fatta a mano con il caratteristico ferretto, spesso preparata nelle occasioni domenicali e nelle feste di paese, secondo tradizioni familiari tramandate da generazioni.
Dal mare arriva invece uno dei prodotti più rappresentativi: le alici di Menaica, presidio Slow Food, pescate con antiche tecniche artigianali e utilizzate in numerose preparazioni locali, dalle conserve ai piatti fritti o ripieni.
Tra i piatti simbolo della cucina povera cilentana figura anche l’acquasale, preparazione semplice a base di pane raffermo, pomodoro, olio extravergine d’oliva e origano, tipica soprattutto delle zone costiere e delle comunità di pescatori.
Molto diffusa è la ciambotta cilentana (ciauredda), un mix di verdure di stagione come zucchine, patate, peperoni e pomodori, cotte lentamente in padella con olio e aromi, espressione della cucina domestica e rurale.
Tra i secondi piatti più noti si trovano le alici ‘mbuttunate, alici ripiene di mollica di pane, formaggio ed erbe aromatiche, poi fritte o cotte al forno, esempio della creatività gastronomica legata al pesce azzurro.
Non mancano le melanzane imbottite, altro classico della tradizione campana meridionale, spesso preparate con pane raffermo, formaggi e aromi locali, e cotte al forno in teglia.
Tra le specialità contadine rientrano anche le polpette “caso e ova”, a base di pane raffermo, uova e formaggio, nate come piatto di recupero e oggi presenti in molte trattorie tipiche del Cilento.
Completano la selezione due simboli della cucina festiva: la pizza chiena cilentana, rustico pasquale ricco di salumi e formaggi, e la pizza “roce”, dolce decorato con glassa di zucchero e confettini, tipico delle grandi ricorrenze.
Chiude la lista uno dei dolci più rappresentativi del territorio: gli scauratielli cilentani, fritti e ricoperti di miele, preparati soprattutto durante il periodo natalizio e legati alle tradizioni familiari.












